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18 aprile 2012

Quello che il governo non dice

Pubblico volentieri un articolo pubblicato in Germania sul sito tedesco del  Movimento di Solidarietà per il Diritto dei Cittadini, tradotto da una carissima amica, che riguarda un argomento tenuto "stranamente" ai margini della pubblica informazione.

In Italia mobilitazione contro l'ESM


14 aprile 2012
 Traduzione di Cristina Bianchi

Manifestazione pubblica di BüSo in Germania

La settimana prossima al parlamento italiano cominceranno le consultazioni sull'ESM. Un gruppo guidato dall'attivista siciliana Lidia Undiemi, con il sostegno della pubblicazione online "Wall Street Italia", conduce una campagna extraparlamentare contro l'ESM. I deputati saranno interpellati con una mozione parlamentare. MOVISOL, l'organizzazione italiana sorella della Bürgerrechtbewegung Solidarität (Movimento di Solidarietà per il Diritto dei Cittadini, n.d.t.), appoggia la mozione partecipando alla mobilitazione. Lidia Undiemi è un esponente di spicco del partito socialliberale IDV (Italia dei Valori - Lista Di Pietro).

Lidia Undiemi a Wall Street Journal
Nella mozione si legge, tra le altre cose: "C'è un rischio elevato che la sovranità sia ceduta ad una organizzazione finanziaria, seguita da un'ondata di politiche di austerity che si ripercuoterà sui cittadini." La mozione chiede "un dibattito pubblico sulla convenzione ESM e che venga posta fine alla politica di austerità introducendo misure di protezione per l'economia reale. Inoltre sostiene che dovrebbero essere gli stessi speculatori corrotti a pagare il prezzo della crisi. Si chiedono anche maggiori chiarimenti sulle misure atte ad evitare una scalata dell'ESM da parte della criminalità organizzata, considerato che l'ESM non è penalmente perseguibile e non può essere citato in giudizio.


Il 12 aprile l'ex ministro dell'economia italiano Giulio Tremonti ha attaccato sul "Corriere della Sera" il governo tecnico di Monti. Nel corso dell'intervista Tremonti ha chiesto la separazione tra banche e politiche di investimento. Ha attaccato la macchina pompasoldi della Banca Centrale Europea, che in Italia aveva fatto precipitare solo pochi giorni fa le spese per il rifinanziamento. Ma con questo metodo si curano solo i sintomi, dice Tremonti, non la malattia vera e propria. " E' come se si volesse curare un alcolizzato con l'alcol." Tremonti ha attaccato la brutale "riforma" delle pensioni del governo Monti e ha chiesto che "il potere dominante nella comunità finanziaria" venga interrotto. " Le banche produttive, che raccolgono i risparmi dei privati, per finanziare imprese, famiglie e comuni, devono essere separate dalle banche speculative che giocano d'azzardo nel casinò della finanza. Queste ultime, se vogliono, devono mettere in gioco il proprio denaro, e non mettere a rischio quello pubblico, come è stato fino ad ora, cioè i soldi nostri. E in ultimo si deve finalmente vietare questa follia dei contratti derivati speculativi.

08 marzo 2012

Guten Morgen Italien: La lotta continua. V

Guten Morgen Italien: La lotta continua:

Komm weg mit mir Vieni via con me

di Peter von Becker
Traduzione di Claudia Marruccelli

Conversazione sull’Italia e la mafia: Roberto Saviano non rinuncia alla lotta


Immaginiamo per un momento: una partita di Champions League tra Bayern München e il Real Madrid, contemporaneamente va in onda “Dschungelcamp” [Reality show in onda sul canale televisivo tedesco RTL, una specie di “Isola dei famosi” ndt], ma il vincitore degli ascolti televisivi in prima serata è un giovane scrittore, che su Arte e 3sat parla per esempio di vicende che riguardano la Germania, della cellula criminale neonazista in Turingia, l’ufficio federale per la salvaguardia della costituzione o gli intrallazzi economici di un presidente della repubblica. Sarebbe proprio un brutto scherzo, ma simpatico. Eppure qualcosa di simile, ma in maniera più spettacolare, è accaduto, anche se non da noi.
A volte verrebbe da credere che quasi tutta l’Italia sia rimasta in silenzio [ad osservare] dieci anni e mezzo di cattivo gusto, propaganda e imbecillità volgari soprattutto diffuse dalle emittenti televisive Mediaset di Berlusconi.
Ma poi, ancora nell’epoca berlusconiana, ecco che arriva il giornalista e scrittore napoletano Roberto Saviano, reso famoso dal suo libro Gomorra e perseguitato dalla camorra per cui è costretto in Italia a vivere sotto scorta, che lotta per una trasmissione televisiva.

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Guten Morgen Italien: Bruxelles bacchetta nuovamente l'Italia per i rifi...

Guten Morgen Italien: Bruxelles bacchetta nuovamente l'Italia per i rifi...:

Italien bekommt das Müllproblem nicht in der Griff
L'Italia non riesce a risolvere il problema spazzatura

di Bettina Gabbe
Traduzione di Claudia marruccelli

Nonostante siano passati alcuni anni dall’adozione della normativa comunitaria sulla gestione dei rifiuti, l’Italia è di nuovo sommersa dalla spazzatura. Bruxelles perciò ha ammonito il governo italiano.


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22 febbraio 2012

Entspannt Euch Deutsch! - Relax tedeschi!

Monti salva l’Europa


Mario Monti, fresco uomo di copertina del Time, è a prima vista il pacioso vecchietto della porta accanto. Eppure è da questo pacioso vecchietto, fresco di tourpromozionale americano, che dipendono i destini dell’Eurozona tutta. Da lui e da un rilassamento della sempre tesissima politica dell’inflessibilità tedesca, opinano anche al Sole24Ore sulla scia di questo misurato articolo di Zeit.
Una simile politica di “rigore, rigore e ancora rigore con l’accetta” potrebbe “prima o poi provocare una violenta reazione di rigetto.” Non c’è dubbio. “I morti non pagano i debiti,” ha ricordato tempo addietro la presidentessa di una nazione dieci anni fa in ginocchio, l’Argentina. “Per onorarli è necessario prima crescere.”
E’ bene tuttavia che Monti si mostri più tedesco in patria di quanto non dia l’impressione di essere in Europa, maneggiando con più perizia la teutonica ascia da battaglia contro evasori, delinquenti e corrotti. Il compito di Monti, in Italia, è quello di riallacciare lo sfilacciato tessuto sociale e unire la popolazione in un’unica grande Teutoburgo contro i veri nemici della crescita.
Errori di strategia (anche comunicativa) come le crociate contro articolo 18 e bamboccioni non fanno altro che vanificare ’azione di governo nella coscienza collettiva, vilificandone la portata. Non serve disotterrare l’ascia contro il mammone 30enne senza lavoro nè pensione: lui la faccia schiacciata sul cippo ce l’ha già da un pezzo, e di certo non si mette a leggere Time Magazine per tirarsi su di morale. E’ troppo impegnato a non pensare alla scure gelida che preme sul suo volto mentre suda freddo.

di Lillo Montalto Monella


Tedeschi, rilassatevi!

L’Italia del dopo Berlusconi ne ha abbastanza delle ramanzine di Berlino.

di Birgit Schönau
Pubblicato in Germania il 22 gennaio 2012
Testata: Die Zeit
Traduzione di Claudia Marruccelli per Italiadallestero e Il Fatto Quotidiano

Lunedì pomeriggio, aeroporto Leonardo da Vinci a Roma. Al cancello d’imbarco la coda al check-in si allunga sempre più. Due tedeschi perdono la pazienza e iniziano ad inveire. Uno dei due urla in un italiano storpiato: “Solo in Italia c’è questo casino!”. Allora un italiano si gira verso il brontolone e visibilmente irritato gli dice: “Germans never change”, “I tedeschi non cambiano mai” scandendo in inglese ogni singola parola, “Voi credete di saper sempre tutto, ci guardate sempre dall’alto in basso”. I due tedeschi ammutoliscono imbarazzati e l’italiano allora li lascia perdere. Entrambi viaggiano verso destinazioni diverse quindi nessuno di loro può sentire il capitano dell’aereo della Lufthansa diretto a Düsseldorf che al microfono, per salutare i passeggeri, dice: “Tra mezz’ora dovremmo decollare. Ma con gli italiani non si sa mai”.

La sua ultima possibilità: "Hai voglia di fare Bunga Bunga?"
L’episodio risale al periodo in cui il governo Berlusconi era in agonia. Allora l’Europa rideva dell’Italia e la Germania forse rideva un po’ di più. La terza potenza economica d’Europa era nota soprattutto per i retroscena del Bunga Bunga, certo non senza colpe, e quindi da molto tempo non veniva più presa sul serio. Un paese da barzelletta. Una volta la Merkel e Nicolas Sarkozy hanno addirittura preso in giro in pubblico il loro partner europeo. A fine ottobre, in occasione di una conferenza stampa nell’ambito di un vertice europeo a Bruxelles, fu chiesto ai due cosa pensassero del programma di riforme di Berlusconi. Il francese e la tedesca offrirono ai giornalisti una scenetta da cabaret assolutamente spontanea. Si sono scambiati sguardi eloquenti, hanno fatto delle smorfie e sorriso ironicamente. Ciò che a Bruxelles è stato interpretato come un intermezzo goliardico in Italia è stato considerato come un’offesa alla nazione, come “un oltraggio e un’ingiustificata umiliazione”, secondo quanto dichiarato dall’ex presidente del Consiglio Romano Prodi.

Risatine tra Angela Merkel e Nicolas Sarkozy
La cancelliera non ha mai criticato apertamente Berlusconi, ma ha continuato a ignorare lui e l’Italia. I rapporti bilaterali tra le due nazioni sono stati gelidi esattamente come i rapporti personali tra la figlia del pastore evangelico della Germania orientale e il triviale battutaro lombardo. Quindi, per tutti gli italiani governati da Berlusconi, i tedeschi sono la personificazone di quelle virtù che indubbiamente mancano alla casta politica romana: senso dello Stato e del bene comune, riservatezza, integrità morale.

Simbolo delle virtù prussiane
Ora da due mesi l’Italia è governata da un uomo che, oltre a queste caratteristiche, possiede anche anche altre qualità che alla Merkel mancano. Una certa elasticità, per esempio, profonde conoscenze specifiche in campo economico e la determinatezza decisionale che ne deriva. Gli italiani trovano divertente che i media tedeschi classifichino Mario Monti e il nuovo capo della BCE Mario Draghi come “italiani di Prussia”: le virtù prussiane come la disciplina e la forza di carattere erano decantate già al tempo dei romani 1.700 anni fa. Monti si era appena insediato a Palazzo Chigi, che l’immagine da leader irreprensibile di Angela Merkel cominciava a sgretolarsi. Da faro nella nebbia si trasforma in una maestrina che bacchetta sulle dita i disubbidienti della classe e non si accorge per nulla che qualche volta proprio loro hanno le idee migliori.

Quando Berlusconi con sollievo di tutti si è dimesso, a Roma si è indicata immediatamente la Germania come principale problema per l’Europa. In Germania si fa politica “con il barometro dei voti” ha dichiarato Giovanni Moro, figlio di Aldo Moro, lo statista democristiano assassinato [nel 1978]. “La Germania della Merkel compromette con il suo rigido dogmatismo non solo l’euro, ma l’intera Unione Europea” scrive una giornalista vicina a Monti. “L’immagine della Germania come nazione leader è compromessa: Berlino comanda ma non dirige”.

Copertine a confronto
A Roma si diffonde la sensazione che in Italia si sia capaci di fare altro, in Germania no. Sin dalle sue prime interviste pubblicate sui giornali stranieri, Mario Monti si è dichiarato entusiasta della Scandinavia. I meriti dei paesi nordici sarebbero stati presi troppo poco in considerazione finora. “Inoltre osserviamo che laggiù ci sono un sistema sociale che funziona e un mercato di gran lunga più forte e competitivo dell’eurozona”. L’Europa non deve necessariamente guarire alla maniera tedesca, questo era il messaggio che si voleva trasmettere. Ci sono anche altri modelli.

Con Monti l’Italia ha riacquistato sicurezza. Nel giro di pochissimo tempo sono stati varati riforme e un pacchetto di misure di austerità decisivi, tagliati i privilegi e perseguiti gli evasori fiscali. Sembra che il berlusconismo sia lontano anni luce. Il programma di austerità è in pieno svolgimento. Per i protestanti del nord, che come è noto devono portarsi dietro i propri peccati fino al giudizio universale, tutto questo è troppo veloce. Ma l’Italia è già oltre. E mentre si poteva ignorare senza problemi il pagliaccio Berlusconi, Monti si sta dimostrando una persona seria e un critico da non sottovalutare.

La settimana scorsa, in occasione del suo primo incontro ufficiale con la Merkel a Berlino, Monti ha fatto qualcosa che Berlusconi non avrebbe mai osato fare: ha fatto delle precise richieste alla collega tedesca. Ha chiesto che la Germania e la Francia non si comportino più in maniera “troppo autoritaria”. Ha ricordato a entrambi i potenti partner i loro errori nella politica europea e ha avvisato la Merkel di un possibile malcontento ostile ai tedeschi in Italia, nel caso in cui Berlino non riconosca gli sforzi del suo governo. In Italia la Germania è vista come “leader dell’intolleranza interna all’Ue”, ha spiegato Monti, aggiungendo abilmente che lui lavora per un’ Italia che dovrebbe assomigliare alla Germania, poichè “io ho una sensibilità molto tedesca”. Le lodi della Merkel per la politica di riforme di Mario Monti sono state accolte con sollievo a Roma, anche se con un po’ di fastidio per il fatto che queste lodi arrivano sempre guardando dall’alto in basso. In questa settimana perciò Monti è stato un po’ più chiaro: “La cultura della stabilità portata avanti dalla Germania è degna di stima” ha detto al Financial Times, “ma quanto più i paesi indebitati dimostrano di aver compreso la legge della disciplina, tanto più i tedeschi dovrebbero rilassarsi.”

L'eroe di Teutoburgo: Herman  der Cherusker
I tedeschi hanno dovuto mandar giù l’amichevole lavata di capo degli italiani. Viceversa questa consuetudine era già nota da tempo. Il nazionalismo tedesco a differenza di quello italiano è ben consolidato. La vittoria dell’ esercito germanico sulle legioni romane nella foresta di Teutoburgo è un episodio fondamentale per la propaganda del patriottismo storicizzante tedesco del 19° secolo; in seguito i nazisti elessero Arminio, condottiero della tribù dei Germani Cherusci, cresciuto in realtà con un’educazione romana, a eroe simbolo della nazione tedesca. Per molto tempo essere tedesco voleva dire soprattutto non essere italiano. Come Martin Lutero fuggì da Roma peccatrice, così secoli dopo gli apostoli moralizzatori dei media tedeschi abbandonarono Berlusconia.

Invece lo stile di vita italiano è stato imitato diligentemente dai tedeschi. Pasta, aceto balsamico e olio d’oliva sono molto apprezzati sia a nord che a sud delle Alpi e in Germania si vendono più macchine per il caffè espresso di quante non se ne vendano in Italia. A volte sembra che i tedeschi siano più italiani degli italiani. Cosa succederà ora che d’improvviso gli italiani vogliono diventare più tedeschi dei tedeschi? Entrambe le cose non possono che giovare all’Europa.
Tipicità italiane

10 febbraio 2012

Tutta un’altra musica tra Germania e Italia

Crisi del debito. 
Neue Harmonie zwischen Italien und Deutschland
Tutta un’altra musica tra Germania e Italia

di Fabio Ghelli

Pubblicato in: Germania il3 febbraio 2012
Su Die Zeit

Traduzione di Claudia Marruccelli per ItaliaDallEstero

Il premier italiano Mario Monti ha presentato il suo piano di riforme a Berlino. Per prima cosa intende dimostrare all’Europa che può fidarsi dell’Italia.
 
“Quando al governo c’era Berlusconi, tutto era molto più semplice”, si è lamentato un giornalista italiano durante la conferenza stampa congiunta tra Angela Merkel e Mario Monti, svoltasi presso la cancelleria federale.” Prima c’era sempre qualche divertente esternazione, su cui si poteva scrivere. Ora si parla solo di argomenti seri”.
Misure di risparmio, provvedimenti per la crescita economica, imposte sulle transazioni bancarie. In ogni caso durante l’incontro tra la cancelliera e il successore di Silvio Berlusconi non sono mancati argomenti seri. I due capi di governo si sono persino concessi 45 minuti di colloquio riservato non programmato, cosa impensabile con il precedente capo del governo.

L’andamento dei colloqui mostra un radicale cambiamento nel modo di comunicare tra Roma e Berlino. Mentre l’ Italia di qualche tempo fa si comportava come un discolo che rispetta malvolentieri le direttive dei genitori, la nuova Italia di Mario Monti si sta dimostrando una partner degna di fiducia, in grado di dare un fondamentale contributo alla stabilizzazione dell’ Europa.

 
La Merkel elogia Monti per le riforme in atto in Italia


In questo senso la Merkel ha avuto parole di elogio per la “straordinaria velocità” con cui il governo Monti ha varato severe misure di risparmio. Dal canto suo il professore varesino ha lodato la Germania per la sua disciplina nel bilancio e l’efficienza di un’economia di mercato sociale come base per una crescita economica durevole. La Merkel ha apprezzato il fatto che l’Italia abbia fatto i compiti a casa. Le misure di risparmio entrate in vigore in gennaio, dovrebbero ridurre il debito pubblico di 33 miliardi di euro e allo stesso tempo risolvere alcuni problemi strutturali – quali per esempio l’eccesso di baby pensionati e la massiccia evasione fiscale – che il paese finora non è stato capace di tenere sotto controllo.

Inoltre sembra davvero strano che gli Italiani siano piuttosto soddisfatti della nuova linea di ristrettezze. Da quando Monti è in carica, ci sono state solo tre ore di sciopero generale: un record. “A dire il vero io stesso resto meravigliato di quest’ampia popolarità di cui godo nel paese” ha dichiarato Monti al quotidiano francese Le Figaro. “Considerata la severità delle riforme che ho realizzato, dovrebbe essere praticamente a zero”.

Nell’intervista con il quotidiano Die Welt, Monti ha detto che gli italiani a tal riguardo hanno dimostrato “una maturità politica, che molti non avrebbero creduto possibile”. Tuttavia il clima potrebbe cambiare molto rapidamente. Come Monti ha spiegato nell’intervista, i risultati dei sacrifici di oggi potrebbero essere visibili solo tra cinque dieci anni. Se l’UE non interverrà presto per proteggere l’Italia dal pericolo di nuove speculazioni finanziarie, le tendenze anti europee che serpeggiano, potrebbero prendere il sopravvento sia tra la popolazione che in seno al parlamento.
Per evitare questa previsione, l’Italia si aspetta subito dall’UE due provvedimenti: un ulteriore allargamento del piano di salvataggio dell’Euro e una maggiore partecipazione della BCE alla stabilizzazione dei mercati, eventualmente attraverso l’emissione di Eurobond. L’Italia non è l’unico paese che ha espresso questo desiderio. Come ha fatto capire il presidente francese durante i colloqui della settimana scorsa con Monti, anche la Francia spera in una maggiore partecipazione della BCE al piano di salvataggio.


L’atmosfera conciliante inganna


“Ora inizieremo la seconda fase del nostro piano di stabilizzazione e metteremo in moto misure per una crescita strutturale” ha detto Monti a Berlino “ce la possiamo fare solo in un contesto economico europeo favorevole. L’Europa deve mostrare ai mercati che l’Italia non è più un pericolo per la stabilità dell’euro.” Finora la Germania si è mantenuta molto cauta nei confronti di queste richieste. Oggi però la cancelliera si è mostrata sorprendetemente disponibilie: “Ognuno deve dare il proprio contributo alla stabilizzazione dell’eurozona” ha dichiarato la Merkel. Sebbene la leva sul fondo salva stati resti come prima una faccenda delicata, si sta già pensando alla possibilità di creare nuovi strumenti e nuovi capitali.

L’atmosfera conciliante non deve ingannare. Nonostante i colloqui amichevoli la partnership italo-tedesca sembra essere ancora ben lungi dalla realtà. Sia La Merkel che Monti sono fortemente sotto pressione, dato che in entrambi i paesi nel 2013 avranno luogo le elezioni del parlamento.



La lobby economica potrebbe essere decisiva per l’Italia


La Cancelliera è a capo di una coalizione in crisi, che secondo i pessimi sondaggi, non sembrerebbe favorevole in nessun caso a una maggiore partecipazione della Germania al piano di salvataggio dell’euro. Il successo del programma di Monti dipende da una coalizione ancor più litigiosa, fortemente infiltrata da potenti lobby economiche.

Proprio queste lobby economiche potrebbero giocare un ruolo decisivo nella seconda parte del piano di riforme proposto da Monti. Farmacisti e tassisti per esempio hanno già annunciato la loro ferma opposizione alle privatizzazioni in programma. Inoltre Monti nei prossimi giorni dovrà discutere con i sindacati delle liberalizzazioni del mercato del lavoro. I risultati saranno illustrati il 20 gennaio in occasione dell’incontro trilaterale a Roma con la Merkel e Sarkozy.

06 febbraio 2012

L'orgoglio italiano potrebbe essere la carta vincente

I VERTICI EUROPEI MOSTRANO UNITA'
"Monti potrebbe schiacciare sul pulsante Stop ?"
"Non ci riesco Sarkozy mi stringe troppo".
Prendetela per l’orgoglio


di Florian Eder
Pubblicato in Germania il  5 febbraio 2012
Testata Welt OnlineTraduzione di Claudia Marruccelli per ItaliaDallEstero

Angela Merkel, Nicolas Sarkozy und Mario Monti
L’Italia guida una pericolosa alleanza che chiede solidarietà in moneta sonante. Il premier Mario Monti sa, che la via più semplice non è quella giusta. Tuttavia prosegue per la sua strada. Farsi sfuggire l’occasione non farebbe bene all’Europa.
L’Europa ha un nuovo protagonista. Un distinto signore brizzolato, ben educato e dai polsini inamidati. Si chiama Mario Monti, ha 68 anni ed è presidente del consiglio italiano da ben 70 giorni. In questo periodo ha restituito credibilità al suo ruolo e al paese. Con passi accorti li ha portati entrambi in Europa e nel parlamento italiano ha spazzato via quell’aspetto ridicolo che aveva contraddistinto il suo predecessore.
Porta un insolito effetto di freschezza sullo scenario politico italiano. Mario Monti ha liberato l’Italia dall’incubo di non essere più presa sul serio. Questo lo ha reso uno dei principali partner di Angela Merkel nella crisi europea, ma anche il suo più potente antagonista.

Ma i successi iniziali non appagano Monti che pretende Maggiore solidarietà, più riconoscimenti al suo lavoro, un ampliamento dello scudo monetario – maggiore liquidità. Con l’autorità del suo incarico e della sua persona si fa portavoce di un’alleanza che: per la sua mancanza di fiducia sta mettendo in gioco il salvataggio dell’Europa, che teme i mercati e chiede un definitivo impegno dei potenti. E’ agli sgoccioli, c’è solo un lieve segnale di distensione nei disastrosi piani che hanno messo l’Europa in crisi. L’alleanza non ha fiducia nella forza delle volontà politiche. Non fa alcun affidamento sul fatto che i portoghesi e gli spagnoli stessi siano i principali interessati all’abbattimento del deficit del proprio paese, sul fatto che le riforme strutturali non sono restrittive, ma danno respiro. E non osa dire chiaro in faccia ai cittadini: siete chiamati in causa anche voi.

Mariano Rajoy und Angela Merkel
La cosa sorprendente è che Monti conosce meglio di tutti la strada giusta. Ma anche per lui la via del rigore è la più scomoda. Se si presenta la prospettiva di un aiuto, perché allora non chiederlo? Monti è l’eroe degli oppressi come Mariano Rajoy. A casa sua il premier spagnolo critica l’ostinazione tedesca del rigore nel bilancio. La settimana scorsa a Berlino, in un faccia a faccia con la cancelliera tedesca, non ha avuto il coraggio di ripeterlo. In questa occasione Rajoy si è comportato da scolaro diligente che promette riforme lodando uno stato che non debba finanziarsi a spese delle generazioni future. Viceversa Monti va dritto al sodo, dice apertamente ciò che si propone La sua esperienza (e quella degli altri assieme a lui) lo rende credibile: in qualità di commissario europeo ha dimostrato la forza delle riforme liberali e anche stavolta, assicura, manterrà il compito affidatogli. Il primo della classe diventa capoclasse degli statisti del sud Europa, ma una cosa giudica male: non si tratterà più di offrire un paio di riforme in cambio di contanti a Bruxelles. La salvezza dell’euro non è più un affare da bazar.

L’italiano è allo stesso tempo l’eroe di coloro che desiderano uno stato rigoroso, che vedono in lui e nel danaro dei suoi cittadini un puro e semplice strumento. Uno strumento da utilizzare a proprio piacimento, quando serve, per evitare traumi al sistema economico. Sono gli stessi che considerano un mezzo anche un istituto d’emissione. Mario Monti, questo personaggio signorile della vecchia Europa, è l’insospettabile testimonial in tutta la Dolce Vita di Christine Lagarde, la nuova lady di ferro in Europa. Nei panni di dirigente dell’FMI ripete ciò che chiede quando indossa le vesti di ministro delle finanze francese: più tasse ai ricchi negli stati bisognosi. Monti è anche testimonial del presidente degli Stati Uniti: Obama e Monti presto si vedranno per discutere di “un ampliamento del fronte finanziario europeo”, secondo quanto riferisce la Casa Bianca. Monti gode del sostegno di Obama. Il canto delle sirene ammalia il vertice europeo, il dolce canto dell’emissione di denaro.

Il futuro dell’euro zona dipende dall’Italia. Se non riuscisse il salvataggio della Grecia, Irlanda, Portogallo e Spagna potrebbero andare in fumo. L’Italia è così importante e forte che il paese sarà il fattore determinante per tenere unita l’Unione Monetaria o lasciarla andare a pezzi. Per il momento però non serve il programma di incentivazione al lavoro garantito dai finanziamenti di Bruxelles, nè serve l’aumento di aiuti economici, insufficienti all’Italia con i suoi 1.8 milioni di euro di debito pubblico. Al momento è d’aiuto soltanto la strada che Monti ha cominciato a percorrere a Roma. Peccato che al momento non possa essere certo che conduca allo scopo: mettere in ordine le spese e togliere i benefici ai privilegiati. Monti ha puntato i piedi con forza nelle prime settimane. L’Italia ha deciso di rendere più concorrenziali quei settori che condizionano la vita di tutti i giorni: gli studi legali e le farmacie, i tassisti e i distributori di benzina. Si è fatto dei nemici, ma da da tempo gli italiani non sono tutti reazionari.

Tassisti in sciopero a Roma
Da tempo diminuiscono le spese finanziarie italiane, senza alcun aiuto da parte di Berlino. Nemmeno i mercati riescono a resistere al fascino di Monti. Lo assecondano. E gli accordano anche tempo: Con freddezza Monti tiene testa ai parlamentari, rimasti ancora ai tempi di Silvio Berlusconi, che hanno voluto dimostrargli che il suo incarico di governo dipende solo dalla loro clemenza. Allo stesso tempo il loro destino dipende dal premier ad interim. Secondo i sondaggi la maggioranza di Berlusconi è acqua passata. Non se parla proprio di una caduta di Monti prima delle elezioni politiche del 2013.

L’Italia deve sfruttare l’opportunità, poiché anche se ci si è dati molto da fare, non si è però ottenuto nulla. I ricchi esportano fondi in nero in Svizzera, nonostante la stretta rete con cui l’Italia traccia i flussi di denaro. Ma: la repubblica la sfrutta a malapena. Il paese si disgrega sia al nord che al sud, tra i privilegiati e tra quelli che restano a bocca asciutta. Gli italiani siedono su un patrimonio finanziario, che ammonta a più della metà della situazione debitoria nazionale. E’ comodo far pagare agli altri, ma non è degno di una nazione orgogliosa. L’Italia vuole riconquistarsi il suo posto in Europa. Se Monti dimostra che riuscirà ad avere ragione della crisi economica con le sue misure restrittive, nessuno gli rifiuterà questo ruolo di comando. Il suo ruolo non è solo salvare l’Italia, bensì, e l’Europa è pronta, quello di scendere con con consapevolezza in campo contro le potenze economiche del mondo.

03 febbraio 2012

Tutta un’altra musica tra Germania e Italia

Crisi del debito. Tutta un’altra musica tra Germania e Italia


di Fabio Ghelli
Pubblicato in: Germania il 3 febbraio 2012 su Zeit
Traduzione di Claudia Marruccelli per ItaliaDallEstero

Il premier italiano Mario Monti ha presentato il suo piano di riforme a Berlino. Per prima cosa intende dimostrare all’Europa che può fidarsi dell’Italia.

“Quando al governo c’era Berlusconi, tutto era molto più semplice”, si è lamentato un giornalista italiano durante la conferenza stampa congiunta tra Angela Merkel e Mario Monti, svoltasi presso la cancelleria federale.” Prima c’era sempre qualche divertente esternazione, su cui si poteva scrivere. Ora si parla solo di argomenti seri”.
Misure di risparmio, provvedimenti per la crescita economica, imposte sulle transazioni bancarie. In ogni caso durante l’incontro tra la cancelliera e il successore di Silvio Berlusconi non sono mancati argomenti seri. I due capi di governo si sono persino concessi 45 minuti di colloquio riservato non programmato, cosa impensabile con il precedente capo del governo.
L’andamento dei colloqui mostra un radicale cambiamento nel modo di comunicare tra Roma e Berlino. Mentre l’ Italia di qualche tempo fa si comportava come un discolo che rispetta malvolentieri le direttive dei genitori, la nuova Italia di Mario Monti si sta dimostrando una partner degna di fiducia, in grado di dare un fondamentale contributo alla stabilizzazione dell’ Europa.

La Merkel elogia Monti per le riforme in atto in Italia
In questo senso la Merkel ha avuto parole di elogio per la “straordinaria velocità” con cui il governo Monti ha varato severe misure di risparmio. Dal canto suo il professore varesino ha lodato la Germania per la sua disciplina nel bilancio e l’efficienza di un’economia di mercato sociale come base per una crescita economica durevole. La Merkel ha apprezzato il fatto che l’Italia abbia fatto i compiti a casa. Le misure di risparmio entrate in vigore in gennaio, dovrebbero ridurre il debito pubblico di 33 miliardi di euro e allo stesso tempo risolvere alcuni problemi strutturali – quali per esempio l’eccesso di baby pensionati e la massiccia evasione fiscale – che il paese finora non è stato capace di tenere sotto controllo.
Inoltre sembra davvero strano che gli Italiani siano piuttosto soddisfatti della nuova linea di ristrettezze. Da quando Monti è in carica, ci sono state solo tre ore di sciopero generale: un record. “A dire il vero io stesso resto meravigliato di quest’ampia popolarità di cui godo nel paese” ha dichiarato Monti al quotidiano francese Le Figaro. “Considerata la severità delle riforme che ho realizzato, dovrebbe essere praticamente a zero”.
Nell’intervista con il quotidiano Die Welt, Monti ha detto che gli italiani a tal riguardo hanno dimostrato “una maturità politica, che molti non avrebbero creduto possibile”. Tuttavia il clima potrebbe cambiare molto rapidamente. Come Monti ha spiegato nell’intervista, i risultati dei sacrifici di oggi potrebbero essere visibili solo tra cinque dieci anni. Se l’UE non interverrà presto per proteggere l’Italia dal pericolo di nuove speculazioni finanziarie, le tendenze anti europee che serpeggiano, potrebbero prendere il sopravvento sia tra la popolazione che in seno al parlamento.
Per evitare questa previsione, l’Italia si aspetta subito dall’UE due provvedimenti: un ulteriore allargamento del piano di salvataggio dell’Euro e una maggiore partecipazione della BCE alla stabilizzazione dei mercati, eventualmente attraverso l’emissione di Eurobond. L’Italia non è l’unico paese che ha espresso questo desiderio. Come ha fatto capire il presidente francese durante i colloqui della settimana scorsa con Monti, anche la Francia spera in una maggiore partecipazione della BCE al piano di salvataggio.


L’atmosfera conciliante inganna
“Ora inizieremo la seconda fase del nostro piano di stabilizzazione e metteremo in moto misure per una crescita strutturale” ha detto Monti a Berlino “ce la possiamo fare solo in un contesto economico europeo favorevole. L’Europa deve mostrare ai mercati che l’Italia non è più un pericolo per la stabilità dell’euro.” Finora la Germania si è mantenuta molto cauta nei confronti di queste richieste. Oggi però la cancelliera si è mostrata sorprendetemente disponibilie: “Ognuno deve dare il proprio contributo alla stabilizzazione dell’eurozona” ha dichiarato la Merkel. Sebbene la leva sul fondo salva stati resti come prima una faccenda delicata, si sta già pensando alla possibilità di creare nuovi strumenti e nuovi capitali.
L’atmosfera conciliante non deve ingannare. Nonostante i colloqui amichevoli la partnership italo-tedesca sembra essere ancora ben lungi dalla realtà. Sia La Merkel che Monti sono fortemente sotto pressione, dato che in entrambi i paesi nel 2013 avranno luogo le elezioni del parlamento.

La lobby economica potrebbe essere decisiva per l’Italia
La Cancelliera è a capo di una coalizione in crisi, che secondo i pessimi sondaggi, non sembrerebbe favorevole in nessun caso a una maggiore partecipazione della Germania al piano di salvataggio dell’euro. Il successo del programma di Monti dipende da una coalizione ancor più litigiosa, fortemente infiltrata da potenti lobby economiche.
Proprio queste lobby economiche potrebbero giocare un ruolo decisivo nella seconda parte del piano di riforme proposto da Monti. Farmacisti e tassisti per esempio hanno già annunciato la loro ferma opposizione alle privatizzazioni in programma. Inoltre Monti nei prossimi giorni dovrà discutere con i sindacati delle liberalizzazioni del mercato del lavoro. I risultati saranno illustrati il 20 gennaio in occasione dell’incontro trilaterale a Roma con la Merkel e Sarkozy.
Perché l’Italia dovrebbe assomigliare di più alla Germania


di Thomas Schmid– 1 febbraio 2012
Pubblicato in: Germania su Die Welt
Traduzione di Sebastian Heinrich per ItaliaDallEstero e Il Fatto Quotidiano


Il nuovo capo del governo italiano Mario Monti non è soltanto un politico, ma soprattutto un esperto di economia. Nella Germania Monti vede un esempio per l’Italia.

Welt Online: Presidente, il suo mestiere principale, a cui ha detto di voler tornare, è quello di economista. Cosa dice il Professor Monti dell’attuale crisi finanziare e della crisi dell’Euro?

Mario Monti: Posso soltanto ribadire ciò che il Professor Monti ripete da tempo. E cioè che innanzitutto la crisi dell’Euro non esiste. L’Euro è ancora molto forte – grazie soprattutto alla Banca Centrale Europea e all’indipendenza di quest’ultima. Sicuramente anche per l’Euro ci sono alti e bassi, ma tutto sommato è una moneta estremamente stabile. Naturalmente molti stati dell’Eurozona stanno vivendo una crisi finanziaria legata in buona misura all’indebitamento degli Stati membri. Entità e drammaticità dell’indebitamento variano molto tra i singoli stati, lo sappiamo bene. E una delle sfide per i prossimi mesi sarà trovare una via per governare e guidare un’Europa caratterizzata da disuguaglianze così forti.

Per saperne di più Italia Dall'Estero Il Fatto Quotidiano

Mehr wissen darüber Die Welt


26 gennaio 2012

Se lo Spiegel ci dà degli Schettino | Italiadallestero | Il Fatto Quotidiano

Se lo Spiegel ci dà degli Schettino | Italiadallestero | Il Fatto Quotidiano

L'articolo dello Spiegel tradotto in italiano e pubblicato su L'Unità


Omissione di soccorso all’italiana.

Già a scuola impariamo che il carattere nazionale è un’invenzione del passato e che gli stereotipi sulle nazioni sono un’idea antiquata. Ma è davvero così? Riflessioni anacronistiche sull’odissea di un capitano italiano.

Testata: Der SpiegelAutore: Jan Fleischhauer
Data di pubblicazione: 23 gennaio 2012
Traduzione di Claudia Marruccelli e Isabella Rossi per italiadallestero.info

L'articolo dello Spiegel sulla tragedia della nave Costa. La traduzione è a cura di Claudia Marruccelli e Isabella Rossi per italiadallestero.info


Siamo sinceri: qualcuno si è meravigliato che il capitano coinvolto nella tragedia della Costa Concordia fosse italiano? Qualcuno riesce ad immaginare che un capitano tedesco o, meglio ancora, uno britannico avrebbero potuto compiere una tale manovra, comprensiva di omissione di soccorso?

Un personaggio così lo si conosce in vacanza al mare. E’ un uomo dalle azioni plateali e che gesticola mentre parla. In linea di massima si dimostra innocuo, ma non lo si dovrebbe fare avvicinare troppo ai macchinari pesanti.

Fare “bella figura” si chiama lo sport nazionale italiano che consiste nel dare una buona impressione di sé. Anche Francesco Schettino voleva fare bella figura, ma si è trovato in mezzo uno scoglio. D’accordo, questa era una mossa davvero scorretta. Abbiamo da tempo perso l’abitudine di mobilitare stereotipi culturali nei giudizi espressi nei confronti dei nostri vicini. E’ considerato un modo retrogrado o, peggio ancora, razzista (anche se, tanto per rimanere in tema, non è del tutto chiaro fino a che punto l’italianità possa già di per sé costituire una razza).

Il carattere nazionale è un po’ come le disparità fra i sessi. Anche se sono state abolite da tempo, nella vita quotidiana ci andiamo a sbattere continuamente contro. Basta trascorrere un solo pomeriggio all’asilo per mettere in discussione tutto ciò che la pedagogia illuminata ci ha insegnato sulla costruzione sociale del genere maschile e femminile. Effettivamente c’è tutto un mercato clandestino che campa in maniera più che discreta sulla differenza tra Marte e Venere e su come affrontarla.

A tale istruzione per l’uso fa da pendant la guida turistica che ci introduce nelle caratteristiche proprie, e quindi nella tipicità, di una cultura straniera. In qualche modo, almeno mediaticamente, continua a nascondersi in noi l’unno. Sono soprattutto i tedeschi ad avere un problema con le attribuzioni culturali. Per esempio gli inglesi ci considerano da sempre non particolarmente dotati di senso dell’umorismo, nonostante anni di satira e cabaret di artisti importanti come Mario Barth, o Achtung Kabarett, Hagen Rether. I francesi, invece, prendono in giro la cucina britannica e i belgi la presunta avarizia degli olandesi.

Noi conosciamo il carattere nazionale solo in senso negativo, come autoaccusa. Appena saltano fuori da qualche parte un paio di ragazzi che sbraitano stupidità, imperversa sulla stampa il sociologo ed esperto in conflitti Wilhelm Heitmeyer, e spiega perchè la pace sociale sia in pericolo (“situazione esplosiva”) e che incombe una ricaduta. In un modo o nell’altro, fino ad oggi è rimasto in noi l’unno che aspetta solo di tornare a battersi. E stranamente funziona sempre. Non occorre scomodare la genetica, per arrivare alla conclusione che le nazioni si distinguono tra loro. Esistono infatti motivi climatici e anche la lingua ha la sua importanza.

Normalmente questo è secondario, ma nessuna politica dovrebbe basarsi sulla considerazione che le frontiere conservano il loro significato solo in senso figurato. Cosa può succedere quando per motivi politici si trascura la psicologia dei popoli, lo evidenzia la crisi monetaria, che in questi giorni abbiamo perso di vista solo perchè “l’uomo nel castello” ha accentrato tutta l’attenzione su di sé. Lo scoglio davanti alla nave qui sono i tassi d’interesse del mercato.

Difetto congenito dell’euro? La camicia di forza per culture diverse Se ora dappertutto si parla delle diverse capacità di prestazione dei paesi, allora questo è un modo pulito per affermare che alcuni stereotipi hanno, invece, la loro fondatezza. Il difetto congenito dell’euro è stato racchiudere così tante diverse culture economiche nella camicia di forza di un’unica moneta. Per riconoscere che la cosa non poteva funzionare non era necessario aver studiato economia politica, sarebbe bastata una visita a Napoli o nel Peloponneso.

Adesso si cerca disperatamente una soluzione. La risposta della cancelliera è che tutti diventino come noi. Si vedrà come andrà a finire. Le nazioni possono cambiare. Questa, volendo, è la consolazione. Gli italiani duemila anni fa dominavano su un impero che si estendeva dall’Inghilterra all’Africa. I tedeschi, nel frattempo, hanno difficoltà a garantire il traffico ferroviario quando c’è troppa neve e ghiaccio. Talvolta ci vuole, infatti, molto tempo per sfatare alcuni stereotipi. A volte più di una generazione.

Jan Fleischhauer

Fine di un sogno

Costa Concordia giace ferita a morte sugli scogli dell'Isola del Giglio

Cosa resta dell’illusione dell’assoluta sicurezza sulle navi da crociera? Nell’incidente di fronte all’isola del Giglio sono morte delle persone – e un sogno è stato sepolto: le vacanze in una gigantesca meraviglia della tecnica, lontano dalle preoccupazioni, liberi dalle paure, e con un numero di attrazioni sempre maggiore.
Per lungo tempo è stato un privilegio dei ricchi e dei nababbi. Godersi le bellezze del mondo lontano dal sudiciume e dai rischi. Farsi trasportare sul mare, su di una nave, in mezzo ai propri simili, rilassarsi al sole sul ponte, la sera cenare in modo raffinato. I giganti delle crociere hanno recentemente reso il lusso alla portata di quasi tutti. Le compagnie contavano sul fatto che presto sarebbe diventato un sogno per milioni di persone.
Più il mondo appare pericoloso, più le offerte diventano allettanti: vacanze verso lidi lontani senza pericoli e problemi. A terra: Tangeri, Tunisi, le Bahamas, Croazia o Italia – il mondo ridotto a brevi, escursioni organizzate, il bus climatizzato è lì al porto che aspetta, davanti siede la guida turistica poliglotta e il conducente, cintura nera di Karate, esperto in questioni di sicurezza. A bordo: tre discoteche, cinema, teatro, sale da gioco, boutique, campi da tennis, piscine e cibi per palati sopraffini. Lusso per tutti!
All’inizio arrivavano solo le persone di una certa età. Già da un bel po’ anche i giovani vi prendono parte. Gli organizzatori affermano che l’età media dei partecipanti è appena al di sopra dei 35 anni.

Protagonisti della famosa serie televisiva "Love Boat"
 A bordo tutto deve essere come sulla “Loveboat” della TV

I passeggeri pagano e i volumi d’affari delle società armatrici raddoppiano di anno in anno. E perchè non dovrebbe essere così? Chi vuole passeggiare da solo attraverso Tunisi o a Napoli? Difendersi dai mendicanti, dai borseggiatori? Vedere i cumuli di spazzatura? Non ce n’è bisogno, dicono i comandanti. Vieni da noi, non costa poi molto. Sette giorni nel Mediterraneo, Civitavecchia, Livorno in Italia, Nizza e Marsiglia in Francia, Barcellona in Spagna, e di nuovo Italia, Napoli e Civitavecchia, 2371 chilometri di lusso per soli 1000 euro. Offerte eccezionali che consentono di pagare fino alla metà del prezzo. Non si fa affidamento su piccole barchette. Si tratta dei giganti dei mari, con 3.000, 4.000 addirittura 5.000 passeggeri. Una piccola città galleggiante di duecento metri. E a bordo vi è tutto ciò che si cerca: boutique e casinò. Un capitano come nella serie televisiva che la sera, prima della cena, fa gli onori di casa in alta uniforme.

La Love Boat tedesca "Traumschiff"

L’orrore era grande, l’ingenuità anche
Il comandante vuole fare felici anche un paio di persone a terra. Trascina il Gigante dei mari molto vicino alla costa della piccola isola del Giglio, per fare colpo su parenti e amici del capo cameriere. Molti dei suoi colleghi fanno così, si dice, è gentile! Una cortesia. E così questo eroe dei tempi moderni al timone commette un piccolo errore e la sua nave urta uno scoglio.
L’errore non perdona questa opera di alta ingegneria navale che si sgretola dietro la sua facciata di sicurezza. Il mondo fatto di incolumità si trasforma in orrore. In maniera tragica ed orribile muoiono delle persone. Alcuni erano bloccati dalle porte nelle loro cabine chiuse dalle chiavi elettroniche di sicurezza. Come è potuto succedere? Si cercano e si trovano i colpevoli, si pretendono e si promettono cambiamenti in futuro. Come sempre in occasione delle catastrofi. Quel che è certo è che l’incidente mortale in prossimità delle coste toscane ha suscitato più orrore di altre catastrofi simili. Un aereo può precipitare; un traghetto può affondare, questo è tragico, ma è così. Ma la nave dei sogni? Può affondare così facilmente? Com’è possibile? Non dovrebbe, ma è accaduto. L’incidente davanti all’isola del Giglio ha portato via qualcosa anche a coloro che non erano a bordo: l’illusione della sicurezza totale nel galleggiante mondo dei sogni.
La nave da crociera vista dal satellite

20 gennaio 2012

Berlusconis Netz - La rete di Berlusconi

La rete di Berlusconi regge ancora

di Jörg Bremer
Pubblicato su Frankfurter Allgemeine il 12/01/2012
Tradottoda Claudia MARRUCCELLI per Italia Dall'Estero


In Italia un parlamentare è sospettato di essere il “referente politico nazionale” della mafia. La vicenda del politico del PdL rivela che Berlusconi può ancora contare sui suoi.

Silvio Berlusconi e Nicola Cosentino
Il parlamentare napoletano Nicola Cosentino, nipote di un boss della camorra e cognato di altri due camorristi, non andrà in prigione. Giovedì la maggioranza di governo, formata dal “Popolo delle Libertà” dell’ex premier Berlusconi e la Lega Nord, ha respinto alla Camera una recente mozione della Giunta per le Autorizzazioni. 309 deputati hanno votato per l’immunità di Cosentino e solo 298 si sono espressi a favore della proposta della procura, di detenzione preventiva del 53enne, sospettato di concorso esterno in associazione camorristica.
Già nel 2009 Cosentino era sfuggito all’arresto grazie all’appoggio dei suoi amici di partito. In effetti, più che un aiuto a Cosentino, si è trattato di una dimostrazione di solidità, a quanto pare riuscita, della vecchia maggioranza di Berlusconi rispetto al governo provvisorio del nuovo presidente del Consiglio Mario Monti.
E’ all’interno della Lega, in particolare che si sono avute aspre discussioni: inizialmente il capo del partito era riuscito a fatica ad acconsentire all’arresto di Cosentino. All’interno della commissione camerale dei deputati avevano votato anche due rappresentanti della Lega esprimendo con un solo voto di scarto il verdetto per la carcerazione di Cosentino e rendendo quindi necessaria la votazione del Plenum.
In conseguenza di ciò Berlusconi si era impegnato a favore di Cosentino, che era coordinatore regionale del suo partito, in colloqui riservati con i deputati della Lega e in un incontro privato con Umberto Bossi. Mercoledì sera Bossi aveva dichiarato che i deputati avevano libertà di scelta, non avendo lui stesso trovato, negli atti messi a disposizione dalla procura, prove di colpevolezza a carico di Cosentino

Cosentino e Papa in parlamento il giorno della "vittoria"
“Attività illecite”

In Italia la carcerazione preventiva è prevista solo in caso di pericolo di fuga, di reiterazione del reato o di inquinamento delle prove. In una vicenda analoga dello scorso luglio, la Camera dei deputati si era espressa a favore dell’arresto di Alfonso Papa, deputato del PdL accusato di “attività illecite” svolte in un’associazione illegale. Immediatamente dopo la votazione, Papa era stato posto agli arresti. Attualmente è ritornato in libertà, in quanto la detenzione preventiva poteva durare nel suo caso solo cinque mesi, dato che la pena prevista per il suo reato non può superare i due anni di detenzione. Naturalmente il processo è ancora in corso. Giovedì i napoletani Papa e Cosentino si sono abbracciati in aula entrambi affermando la loro innocenza, e dichiarandosi, vittime come Berlusconi, di una procura che perseguita in particolare il PdL.
Questo però segna un cambiamento. L’ex capo di governo sicuramente ha tentato di proteggere la sua rete, di cui chiaramente Cosentino è una maglia. Forse il 75enne Berlusconi ha intenzione di ritornare al potere, anche se lo smentisce. Tuttavia il suo successore alla testa del PdL, l’ex ministro della giustizia Angelino Alfano, vuole un altro partito: nelle consultazioni comunali e regionali del PdL si stanno eleggendo nuovi rappresentanti locali non più sostenuti dall’appoggio del carismatico Berlusconi. Lo stesso Alfano vuole distruggere il potere e la rete creata da Berlusconi.
Anche la Lega Nord, da anni legata al PdL grazie all’amicizia tra Bossi e Berlusconi, si trova in un cambio generazionale. I giovani rappresentanti politici vogliono mandare in pensione il carismatico Bossi, classe 1941. Prima della votazione di giovedì avevano eletto come loro portavoce l’ex ministro degli Interni Roberto Maroni ed espresso la loro intenzione di revocare l’immunità a Cosentino. D’accordo con il pratico Maroni, si dichiarano il presidente del Veneto Luca Zaia e il sindaco di Verona Franco Tosi, che vuole essere rieletto in primavera, e chiedono una Lega finalmente libera dai legami di amicizia con Berlusconi. Anche se giovedì non sono riusciti a far valere le loro posizioni, bisognerà fare i conti con questo gruppo.
E c’è di più: la Lega Nord è l’unica vera forza di opposizione al governo Monti. In occasione di un raduno di partito tenutosi a Milano, i fedelissimi di Bossi e l’ex ministro per le Semplificazioni legislative, Roberto Calderoli, hanno festeggiato “la nuova linea politica che finalmente libererà il nord dal ricatto del sud e da Roma”. Al contrario i leghisti più pragmatici, che hanno la responsabilità della politica a livello locale e regionale, vedono nella politica economica e finanziaria di Monti alcune soluzioni per le loro amministrazioni e si dicono disponibili ad una collaborazione funzionale tra Roma e le Regioni.

Malinocnico nominato dal governo Monti
Monti tace

Il terzo polo, il centro parlamentare del governo, e il Partito Democratico, volevano a priori la revoca dell’immunità di Cosentino. Su questo argomento al contrario Monti tace. In questi giorni ha già avuto a che fare con personaggi sospettati di corruzione: il segretario di stato Carlo Malinconico dopo la scoperta di presunti fine settimana in un albergo a cinque stella a Porto Ercole in Toscana a lui regalati, si è dovuto dimettere. L’imprenditore Francesco Piscicelli nel 2007 e nel 2008 aveva pagato i conti di Malinconico per un totale di 9800 euro. Piscicelli sospettato di corruzione negli appalti per il G8 all’Aquila nell’estate del 2009, nega le accuse. Malinconico si è dimesso dichiarando di averlo fatto per non danneggiare la credibilità del governo.
Riguardo a Nicola Cosentino, lo stesso ha dichiarato di essere nato nel luogo sbagliato. Casal di Principe in Campania è il cuore della Camorra. Cosentino è imparentato dalla nascita con un capo del clan dei Casalesi, lo zio Giuseppe Russo. Un fratello di Nicola Cosentino, si dice sia sposato con Mirella Russo, sorella del boss Domenico Russo, e un altro con una sorella del boss Costantino Diana. Già nel 2008 Cosentino socio di un’azienda per lo smaltimento di rifiuti, è stato accusato di aver preso tangenti per traffico e trattamento illegale di rifiuti tossici. Adesso non più considerato il coordinatore del Pdl a Napoli, bensì il “referente politico nazionale” della mafia al governo. Roberto Saviano, che nel suo libro Gomorra parla di questa mafia, in occasione dell’arresto di Michele Zagaria, capo del clan dei Casalesi, nel mese di dicembre, aveva dichiarato che la vicenda Cosentino avrebbe dato i suoi risultati: “Dopo la caduta del governo Berlusconi a novembre e il declino del potere di Cosentino a lui legato, qualcuno ha cominciato a collaborare con la procura”.

Arresto di Michele Zagaria, boss del clan dei Casalesi

17 gennaio 2012

Agro Mafia: Truffe DOC

La “Agro mafia” incassa miliardi

Tradotto da CLAUDIA MARRUCCELLI
Pubblicato l'8 gennaio 2012 su News.de

La squisita bresaola fatta con carne di manzo proveniente dall’Uruguay, la cara mozzarella contiene ormoni della crescita e l’olio d’oliva “italiano” DOC è adulterato. La “Agro Mafia”, così viene chiamata la criminalità organizzata che opera in Italia nel campo degli alimentari, guadagna miliardi su miliardi.
Rapporto Eurispes sull'Agro Mafia
Stando agli studi delle associazioni dei consumatori e ai blitz delle autorità nel paese famoso per le sue specialità culinarie, la lista sarebbe molto più lunga: i “tipici” spaghetti italiani non arrivano dall’Italia, bensì da altri paesi, dove produrli costa meno, così come i fragranti biscotti che vengono prodotti con olio lubrificante e sui giornali compaiono sempre più spesso titoloni dedicati allo scandalo del vino edulcorato.
Il famoso quotidiano Corriere della Sera in un articolo pubblicato sul bilancio delle truffe della criminalità ha parlato di „attentato alimentare al Made in Italy “: sarebbe quindi in corso una “Truffa DOC” truffa a denominazione d’origine garantita, se si tiene conto che un terzo degli articoli alimentari messi in vendita come “italiani” viene prodotto con materie prime provenienti da altri paesi dell’area mediterranea. Alcuni scienziati in collaborazione con l’associazione della Coldiretti ha reso pubblico un corposo studio di numerose pagine.
Non si tratta solo della recente vicenda della „mozzarella blu“ contaminata da batteri e venduta a Frosinone, ma soprattutto del prezioso olio di oliva, il genuino “olio extra vergine d’oliva” spremuto a freddo di cui si decantano le virtuose qualità.


Questo è il caso pubblicato dal quotidiano romano „La Repubblica“ che ha scoperto, che oli „a basso costo“ provenienti dalla Tunisia, dalla Grecia, dalla Spagna o anche dal Marocco vengono miscelati a quello italiano spacciandoli quindi per italiani DOC.
„Mentre nelle tasche di dieci imprenditori che avevano creato un cartello economico, finivano 5 miliardi di euro all’anno, sulle tavole degli italiani finiva la truffa”, concludeva il giornale. La polizia di frontiera, la forestale e la finanza stanno ancora indagando, per stroncare questo affare d’oro.


Il rapporto della Coldiretti rivela a chiare cifre il volume d’affari dell’“Agro Mafia“ che si aggira per almeno 12.5 miliardi all’anno. E questa è solo una minima parte del fatturato di circa 220 miliardi di euro, che secondo le stime dell’Istituto Eurispes, la cosiddetta “Mafia AG” produce in Italia.
Organizzazioni mafiose come la Camorra, la ‚Ndrangheta e Cosa Nostra hanno creato una vera e propria „grande holding finanziaria“ in Italia, soprattutto nel settore agroalimentare che riguarda i prodotti di origine italiana, in cui gli investimenti illeciti della Mafia prendono sempre più piede accanto a quelli “normali”.
Chiaramente, proprio in tempo di crisi il consumatore che sta attento al prezzo finisce per accettare chi, pur di appagare la propria sete di denaro, offre per un paio di euro olio d’oliva spacciandolo per genuino nei supermercati.
E’ un settore, che le autorità osservano con molta attenzione. “Si tratta del bene di tutti, che riguarda tutti e che tutti siamo tenuti a difendere” ricorda Carmelo Maiorca del movimento Slowfood della Sicilia. Meglio acquistare direttamente dal produttore allora?

16 gennaio 2012

Nuovi orizzonti per salvare i risparmi.

Cassaforte sotto la piscina, casa a Berlino

I risparmiatori italiani svuotano i conti in banca

Di Kathrin Jone
Pubblicato su N-TV il 04 gennaio 2012
Tradotto da Claudia Marruccelli

A causa del perdurare della crisi economica i Greci temono per i loro risparmi, quindi sempre più frequentemente chiudono i propri depositi bancari. Le banche cercano di attirarli con tassi da record, ma per i Greci la cassaforte di casa, collocata persino sotto la piscina, sembra essere la soluzione più sicura. Di fronte alle conseguenze della bancarotta anche in Italia serpeggia la paura. L’italiano però preferisce portare i suoi soldi in Germania.


Cassette di sicurezza in banca
 Si salvi chi può. Questo è questa la parola d’ordine tra la maggior parte dei risparmiatori in Grecia e in Italia. Le notizie quotidiane sulla crisi economica e nel contempo le incerte oscillazioni degli istituti di credito fanno talmente paura, da spingerli a ritirare dalle banche i propri soldi per metterli al sicuro. I libretti di risparmio, anche se aperti in una banca straniera, non fanno più per loro. Piuttosto chiedono di affittare una cassetta di sicurezza o piccole casseforti da tenere in casa, in cui tenere i soldi prima di portarli all’estero. La fantasia non ha limiti. „Un cliente mi ha persino raccontato, che si è costruito una cassaforte sotto la piscina“ riferisce un banchiere di Atene.
La paura più grande in Grecia è quella di rimanere con le spalle al muro. Per evitare la bancarotta, il paese spera di ottenere finanziamenti internazionali per 130 miliardi di euro. Senza questa nuova iniezione di liquidi  rischiano essere tagliati fuori dalla zona euro, ha ammesso questa settimana il governo.

Cassetta di sicurezza caslinga

Paure tangibili
Se crolla il paese, crollano anche le sue banche. Nel frattempo non sono solo i miliardari ad esserne convinti, ma anche il ceto medio e i piccoli risparmiatori. I depositi dei clienti sono diminuiti drasticamente negli ultimi cinque anni, e proprio il bisogno di finanziamenti delle banche potrebbe nuovamente aggravare la situazione. Alcuni istituti quindi tentano di invogliare i clienti offrendo loro interessi persino fino al 7 percento, ma inutilmente.
Molto quotate sono le valute estere, come il franco svizzero, il dollaro australiano o la corona norvegese e naturalmente l’oro. Tutte queste, insieme ai pochi euro rimasti finiscono un po’ dovunque nelle casseforti. “Il numero delle cassette di sicurezza a nolo è aumentato di cinque volte in un anno” racconta un banchiere a quattr’occhi.
Berlino

Grosso impegno dell’Italia
Anche negli italiani, si riduce la speranza che lo stato, oppresso dagli elevatissimi debiti, possa presto finalmente riprendersi. La terza potenza economica dell’eurozona deve ottenere entro quest’anno 450 miliardi di euro dai mercati per potersi risollevarsi economicamente. Una compito estremamente gravoso secondo gli esperti della finanzia ed i politici. Inoltre gli investitori avevano preteso dal paese tassi sempre più elevati, non ritenendo credibili le promesse di riforme del governo.
Nella ricerca di altre fonti di investimento i risparmiatori italiani hanno preferenze diverse rispetto ai greci: tentano di far maggior fortuna sul mercato immobiliare tedesco, che è tra i più stabili in Europa. Secondo gli agenti immobiliari è soprattutto nel mercato delle abitazioni a Berlino, che si riversano gli investitori tra cui sempre più privati italiani: pensionati, medici, registi, architetti e insegnanti. Piazze come Londra sono troppo care per le loro tasche, quindi sbirciano nella più conveniente Berlino, dove un appartamentino si può comprare per meno di 100.000 euro.
Interno di un appartamento in vendita a Berlino

„Italiani in massa“
„Le vendite sono arrivate alle stelle negli ultimi due mesi“ dice Federico Racca dell’Agenzia Berlino Immobiliare. Solo nella prima settimana di dicembre l’azienda ha venduto 50 immobili, l’equivalente delle venvendite di un mese intero. „Arrivano in massa“ confessa anche Annalisa Fornara della piccola Agenzia m2Square a Berlino. „Interi settori del mercato sono nelle mani degli italiani“.
Le banche di Milano, di Bologna e di altre grandi città tentano di minimizzare. Sono tutti d’accordo nell’affermare che la clientela bancaria italiana non è calata affatto così drasticamente come in Grecia. La recessione dall’anno scorso si attesta sul 4 percento ed è dovuta anche all’aumento del costo della vita, alla diminuzione delle rendite e non per ultimo dagli acquisti di Natale. I media hanno contribuito enormemente con le loro cronache a rendere più insicuri i clienti, si lamenta il manager di una grande azienda amministrativa. “Per il momento riesco ancora a mantenere la mia clientela. Però mentre prima mi ci volevano solo dieci minuti per spiegare la situazione, oggi ho bisogno di parecchie ore di colloqui per chiarire loro tutto”.