10 giugno 2010

Ortigara, Ortigara! Ventimila siam partiti, ventimila siamo morti

Quest'anno in occasione del 2 giugno (Festa della Repubblica) abbiamo scelto di trascorrere la giornata onorando la memoria di chi ha perso la vita per la nostra patria, siamo andati sul Monte Ortigara.
Il Monte Ortigara è una montagna delle Alpi alta 2.105 m. (la cima prima della Grande Guerra era più alta di ben 8 metri: si è abbassata a causa dei continui bombardamenti che la videro teatro di sanguinosissime battaglie). È situato al confine fra Veneto e Trentino-Alto Adige, nella parte settentrionale dell'Altopiano di Asiago.

Fu teatro di una terribile battaglia (per avere un'idea della violenza degli attacchi che qui si svolsero, si pensi che gli austriaci consumarono, in sola mezza giornata, 200 tonnellate di munizioni), nota appunto come Battaglia dell'Ortigara, durante la Prima Guerra Mondiale, fra il 10 e il 29 giugno 1917, che vide protagonisti 22 battaglioni alpini nel tentativo della conquista del monte occupato dalla prima linea austroungarica.
Il Monte fu da allora chiamato "calvario degli Alpini"; nel settembre 1920 vi si tenne la prima Adunata nazionale degli Alpini in modo spontaneo, che vide circa 2000 persone confluire sulla cima per deporvi una colonna mozza a memoria dei caduti, recante la scritta "Per non dimenticare".

Ortigara ist ein Berg 2105 Meter hoch in den Alpen (Der Höhepunkt vor dem Ersten Weltkrieg war höher als 8 Meter ist wegen der ständigen Bombenangriffe, die der Schauplatz blutiger Kämpfe sahen gefallen). Es ist an der Grenze zwischen Venetien und Trentino-Alto Adige, im Norden zentralen Hochebene von Asiago.
Es war der Schauplatz eines schrecklichen Schlacht (um eine Vorstellung von der Heftigkeit der Angriffe, die hier stattgefunden haben bekommen, man soll denken, dass die Österreicher durch nur einen halben Tag , 200 Tonnen Munition wurfen), bekannt als die Ortigara Schlacht, während des Ersten Weltkrieg, zwischen 10 und 29 Juni 1917, wo der  von 22 Bataillonen Alpini Versuch der Eroberung des Berges durch die österreichisch-ungarische Front. Der Berg wurde damals "Alpini Kalvarienberg" so genannt ; im September 1920 hielt man dort das erste spontan Alpini National Zusammenkunft, das etwa 2000 Menschen konvergieren auf dem Gipfel zu einer zerbrochenen Säule zur Erinnerung an die Gefallenen, der Aufschrift "Nicht zu vergessen" lag sah.

E' il luogo più frequentato dell'Altopiano di Asiago.
Lasciata l'auto a Piazzale Lozze, alla fine della carrozzabile che proviene da Gallio, abbiamo iniziato il percorso risalendo il sentiero che porta a Cima Caldiera, attraversando trincee, postazioni di guerra e resti di accampamenti, ancora ben visibili e intensamente emozionanti. Con calma ci siamo inoltrati in un mondo fatto di vento e silenzio, scrutando con attenzione ogni anfratto alla ricerca di nuove testimonianze.

Tra la neve ancora presente a tratti, nei versanti in ombra o tra rocce e vecchi tronchi abbattuti, la primavera si fa ammirare nel suo splendore come questo gruppo di Anemoni Primaverili (Pulsatilla vernalis) e di Erica, e i prati ancora brulli dal gelo invernale sono tappezzati dalle Soldanelle Alpine. 
Il disgelo mette a nudo anche molti resti minori ma non meno suggestivi della Grande Guerra: filo spinato, gamelle, proiettili, che spesso vengono accumulati dagli escursionisti al riparo di piccoli gruppi di sassi.   
 
Il sentiero è agevole, e senza fatica raggiungiamo la cima che come una balconata si affaccia sulla tristemente nota Valle dell'Agnella, al centro della cosiddetta "Terra di nessuno" dove, in un'inutile resistenza ad oltranza, ordinata dai generali italiani e durata dal 10 al 30 giugno, perirono, oltre 23 mila uomini, di cui 13 mila gravarono solo sui 22 battaglioni alpini impiegati sull'Ortigara.
Una campana ed una colonna mozzata poste a ricordo dei caduti italiani segnano la cima della montagna. Il silenzio intorno viene rotto dal suono del battacchio che agito per annunciare il nostro arrivo e improvvisamente mi si riempiono di lacrime gli occhi.



Il cielo minaccioso ci suggerisce di rientrare, con passo spedito, ancora pieni della commozione che sempre stringe il cuore di chi sale all'Ortigara, ci incamminiamo sul sentiero che ci riporterà alla macchina. Quasi come un arrivederci una marmotta fischia salutandoci dal bordo della sua tana, dove probabilmente riparati dalle intemperie sonnecchiano i cuccioli venuti al mondo poche settimane fa.
 

3 commenti:

plauderpause ha detto...

Eine traurige Geschichte in so schöner landschaftlicher Umgebung. Solche Orte gibt es leider viele.
Liebe grüße ins Wochenende von:
Beate

ClaTi ha detto...

@Beate "Um nicht vergessen, nie!!"
Jüngen sollten wissen, unsere Vergangenheit ist ihre Zukunft.

Wünsche ich auch Dir ein sonniges Wochenende!!!
Claudia

plauderpause ha detto...

Hallo Claudia!
Du hast Dir aber ein schönes Sommerkleid angezogen. :-))
(Ich meine natürlich Dein blog.)