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18 ottobre 2012
Strudel di mele senza cannella
Il mio strudel della domenica per chi non ama la cannella
Mele crude affettate sottilmente, pasta sfoglia su cui stendo uno strato di amaretti e fette biscottate sbriciolati finemente prima di adagiare le fette di mela, pochissimo zucchero (gli amaretti sono già dolci di suo). arrotolo ben stretto, aiutandomi con un canovaccio spolverato di farina. Spennello con latte e inforno a 180° per 3/4 d'ora circa. Una volta raffreddato spolverizzo lo zucchero a velo e ... gli altri lo mangiano :-D
10 febbraio 2012
Il pane non si butta!!!
Semmelknödel allo speck!!
Il pane non si butta quando non è più soffice, quando diventa stantio, quando non fa più voglia. Il pane vecchio si può trasformare in una squisita leccornia ... Semmelknödel!!!!
Mi erano rimasti quattro panini, avevo appena sfornato un filone di pane fresco, e mi seccava non poco rinunciare a loro, così ho preso spunto da una ricetta di Marions Kochbuch e ieri sera ci siamo goduti un piatto di passato di zucca con canederli. Ecco lo svolgimento:
Quattro panini, uno spicchio di cipolla (1/4), dell'erba cipollina, 150 dl di latte bollente, due uova, 20 gr. di farina, 10 gr. di burro, 20 gr. di speck a cubetti piccoli, sale, pepe e noce moscata.
Ho ridotto a pezzettini i panini raffermi, ho versato il latte bollente su di essi e li ho lasciati riposare una mezz'oretta. Nel frattempo in una padella con il burro ho fatto soffriggere leggermente la cipolla con lo speck.
Passata la mezz'ora e raffreddato il pane, l' ho mescolato bene aggiungendo il sale, il pepe, la noce moscata grattuggiata, l'erba cipollina, le due uova e la farina, in ultimo ho aggiunto anche lo speck con la cipolla. L'impasto deve essere abbastanza consistente, non duro, ma deve rimanere compatto.
Ora con le mani bagnate (pernon fare attaccare l'impasto) ho fatto 9 canederli (Knödel) della grandezza di una palla da tennis. Per la cottura, una pentola capiente con acqua salata, portarla a bollore tranquillo (il bollore non dve essere irruento altrimenti "disturba la cottura dei canederli), e immergere i Knödel per una ventina di minuti. Sono pronti quando salgono a galla, scolarli quindi con una schiumarola..
Avevo da parte un buon passato di zucca e patate, e ci abbiamo affogato i Knödel.
Il pane non si butta quando non è più soffice, quando diventa stantio, quando non fa più voglia. Il pane vecchio si può trasformare in una squisita leccornia ... Semmelknödel!!!!
Mi erano rimasti quattro panini, avevo appena sfornato un filone di pane fresco, e mi seccava non poco rinunciare a loro, così ho preso spunto da una ricetta di Marions Kochbuch e ieri sera ci siamo goduti un piatto di passato di zucca con canederli. Ecco lo svolgimento:
Quattro panini, uno spicchio di cipolla (1/4), dell'erba cipollina, 150 dl di latte bollente, due uova, 20 gr. di farina, 10 gr. di burro, 20 gr. di speck a cubetti piccoli, sale, pepe e noce moscata.
Ho ridotto a pezzettini i panini raffermi, ho versato il latte bollente su di essi e li ho lasciati riposare una mezz'oretta. Nel frattempo in una padella con il burro ho fatto soffriggere leggermente la cipolla con lo speck.
Passata la mezz'ora e raffreddato il pane, l' ho mescolato bene aggiungendo il sale, il pepe, la noce moscata grattuggiata, l'erba cipollina, le due uova e la farina, in ultimo ho aggiunto anche lo speck con la cipolla. L'impasto deve essere abbastanza consistente, non duro, ma deve rimanere compatto.
Ora con le mani bagnate (pernon fare attaccare l'impasto) ho fatto 9 canederli (Knödel) della grandezza di una palla da tennis. Per la cottura, una pentola capiente con acqua salata, portarla a bollore tranquillo (il bollore non dve essere irruento altrimenti "disturba la cottura dei canederli), e immergere i Knödel per una ventina di minuti. Sono pronti quando salgono a galla, scolarli quindi con una schiumarola..
Avevo da parte un buon passato di zucca e patate, e ci abbiamo affogato i Knödel.
18 dicembre 2011
Krauti Selfmade seconda parte.(zweites Teil)
Mi sono resa conto che non ho ancora raccontato come è andata a finire la mia avventura con i crauti fatti in casa.
Dopo circa 20 giorni di fermentazione la situazione era la seguente:
Un gustoso profumo di aceto prodotto naturalmente dalla fermentazione del cappuccio ha riempito il "laboratorio", segno che tutto era andato secondo i piani. Sulla superficie dei cavoli affettati era comparso il "sughetto" scaturito dall'effetto del sale e delle spezie in assenza di aria (assicurarsi sempre che i crauti siano ben pressati, avendo cura di far uscire tutta l'aria), questo essenziale affinchè la fermentazione sia corretta.
Vi assicuro che sono gustosi e morbidi, niente a che vedere con quelli comprati al supermercato. Per l'anno prossimo ci siamo ripromessi di bissare la lavorazione e magari cimentarci anche con il cappuccio rosso, dal sapore più delicato, ottimo anche in agrodolce.
Dopo circa 20 giorni di fermentazione la situazione era la seguente:
Seconda fase, il risciacquo, a meno che non vogliate che i crauti restino naturalmente salati, ma allora dovrete farlo prima della cottura. Noi abbiamo preferito risciacquarli prima della conservazione, lasciando però tutte le spezie all'interno dei cappucci affettati.
Abbiamo riempito ben bene i vasetti di vetro e li abbiamo bolliti coperti d'acqua (livello sopra al coperchio)per una ventina di minuti, al fine di sterilizzare il tutto.
Questa è l'ultima fase prima dello "stoccaggio" in cantina".Vi assicuro che sono gustosi e morbidi, niente a che vedere con quelli comprati al supermercato. Per l'anno prossimo ci siamo ripromessi di bissare la lavorazione e magari cimentarci anche con il cappuccio rosso, dal sapore più delicato, ottimo anche in agrodolce.
28 giugno 2011
Crauti Selfmade - Sauerkraut nach meiner Art: Prima parte - Erster Teil
Ci siamo decisi quindi a provare la soluzione Krauti.
Attrezzatura casalinga:
Non avendo il classico mastello di legno o il tradizionale contenitore di terracotta, abbiamo optato per un più banale e pratico secchio di plastica (lavabile facilmente, leggero da trasportare e bianco così da vedere il contenuto) da 20 litri; coltello affilatissimo e mandolina; tagliere di marmo.
Ingredienti:
Bacche di ginepro, semi di cumino, sale fino e olio ... di gomito.
Dopo aver lavato e tagliato in quattro i cappucci, eliminato le foglie esterne e il torsolo interno, li abbiamo affettati con la mandolina (vengono più sottili ed uniformi) e a coltello le parti più interne. Più sono sottili e meglio fermentano.
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| Bacche di Ginepro - Wachholdbeere |
| Cumino - Kuminwürze |
Ogni anno la solita storia, i cappucci vengono su tutti insieme allegramente e dopo svariate insalate e contorni, abbiamo la necessità di conservarli per l'inverno.
Ci siamo decisi quindi a provare la soluzione Krauti.
Attrezzatura casalinga:
Non avendo il classico mastello di legno o il tradizionale contenitore di terracotta, abbiamo optato per un più banale e pratico secchio di plastica (lavabile facilmente, leggero da trasportare e bianco così da vedere il contenuto) da 20 litri; coltello affilatissimo e mandolina; tagliere di marmo.
Ingredienti:
Bacche di ginepro, semi di cumino, sale fino e olio ... di gomito.
| Sale fino - Salz |
| Cavolo Cappuccio - Weißkohl |
Dopo aver lavato e tagliato in quattro i cappucci, eliminato le foglie esterne e il torsolo interno, li abbiamo affettati con la mandolina (vengono più sottili ed uniformi) e a coltello le parti più interne. Più sono sottili e meglio fermentano.
Abbiamo riempito fino all'orlo il secchio, con 3
cappucci affettati, per un peso complessivo di circa 5kg. Abbiamo aggiunto le spezie (una manciata di bacche di ginepro ed una manciata di cumino, a chi piace consiglio anche 2 o 3 foglie di alloro sminuzzate) e il sale fino (3% di sale rispetto al peso dei cappucci); mescolato bene un paio di minuti, finché il cavolo è diventato morbido. Il cappuccio ha cominciato subito a ... "sudare". Abbiamo pressato bene e poggiato sulla superficie un peso, noi abbiamo usato un secchiello pieno di mattoncini, facendo attenzione che il peso non coprisse tutta la superficie dei cappucci. Questo permetterà ai gas della fermentazione di fuoriuscire facilmente. Coperto il tutto con un canovaccio di cotone, per proteggere dalla polvere.
Ora riposeranno due settimane soli soletti nella nostra casa di campagna.
Per fortuna che abbiamo la guardia del corpo: Brülé (il pastore dei vicini) che spesso ci fa visita e non vede l'ora di assaggiarli, accompagnati naturalmente da un paio di succulenti Würstel!!!!
| Krauti con guardia del corpo |
Meine liebe Deutsche Freunde, Sauerkraut machen mag ich euch nicht lehren, das ist euere Spezialität.
Aber möchte ich gerne euere Rezepte haben um noch mehr darüber wissen.
24 giugno 2011
Trota in Blu - Blauforelle
| Regenbogenforelle - Trota iridea |
Per questo motivo i moderni allevamenti ittici sono situati in prossimità di sorgenti, torrenti e risorgive, dai quali traggono le acque più idonee ad un corretto sviluppo della trota.
Quando si parla di trota da un punto di vista culinario, va notato che quasi mai si trova in commercio la "vera" trota autoctona, la Trota Fario, in quanto molto più difficile da allevare della Trota Iridea, di origine americana, che vive anche in laghi con acque fangose e debolmente ossigenate.
Per questo motivo sulle trote acquistate al mercato non troverete le macchie rosse tipiche della Trota Fario.
| Bachforelle - Trota fario |
Aus diesem Grund sind moderne Fischzucht Nähe von Quellen, Bächen und Gewässer, aus denen sie am besten, um eine gesundere Entwicklung der Forellen aufgelegt werden.
Wenn es um die Forelle aus kulinarischer Sicht kommt, ist anzumerken, dass so gut wie nie auf dem Markt den "wahren" native, Bachforellen, findet man, weil viel schwieriger als Regenbogenforellen zu erhöhen, die kommt aus Amerika und lebt auch in Seen mit schlammigem Wasser und wenig Sauerstoff.
Aus diesem Grund auf dem Markt gekaufte Forellen findet man nicht mit roten Flecken, typisch für Bachforellen.
Questa che propongo è una ricetta di trota in blu alla tedesca.
Ingredienti:
(per quattro persone)
4 trote da circa 300/400 gr. 4 frische Forelle 300bis 400 Gramm schwer
1.5 kg patate Kartoffeln
250 gr. Salsa al rafano Sahnemeerettich
200 gr. Burro Butter
2 limoni Zitronen
un mazzetto di prezzemolo Bund Petersilie
Per il guazzetto al vino: Weißweinsud
3 litri di acqua Wasser
0.5 litri di vino bianco secco trockener Weißwein
0.3 litri di aceto di vino bianco Weinessig
2 cucchiai da tavola di sale EL Salz
1 cucchiaio da tavola di zucchero EL Zucker
1/2 cucucchiaino di pepe in grani TL Pfefferkörner
10 bacche di ginepro Wachholdbeeren
3 foglie di alloro Loorbeerblätter
2 chiodi di garofano Nelken
1 carota Karotte
1 cipolla Zwiebel
1/2 gambo di porro Stange Lauch
1/4 sedano rapa Sellerieknolle
Cuocere le papate pelate in abbondante acqua salata. Pulire e sciacquare bene le trote senza eliminare quella patina un po' viscida che risopre la pelle del pesce, è quella che diventerà ... BLU!
Tagliare le verdure a tocchetti.
Preparare il guazzetto: mettere tutti gli ingredienti tranne il vino in una pentola e cuocere per una decina di minuti, aggiungere poi il vino bianco. Cuocere ancora un paio di minuti. Insaporire con il sale, lo zucchero e il limone. Abbassare la fiamma e mettere dentro la trota.
Lasciare la trota nella pentola senza cuocerla, per 15 minuti.
Servire la trota con burro fuso, le verdure lesse e la salsa al rafano.
Kartoffeln schalen und in Salzwasser gar kochen. Forellen ausnehmen und auswaschen. Dabei den Schleim der Außenhaut nicht verletzten - er sorgt für die Blaufärbung.
Gemüse in schmale Stücke schneiden.
Für den Sud: Alle Zutaten bis auf den Weißwein in einem großen, breiten Topf zum Kochen bringen. Zehn Minuten kochen lassen, dann den Weißwein dazugießen. Mit Salz, Zucker und Zitrone abschmecken.
Noch einmal kurz zum Kochen bringen, dann Hitze reduzieren und die Forellen in den Sud geben.
Circa 15 Minuten gar ziehen lassen, nicht kochen.
Butter schmelzen und am Tisch zum Fisch zusammen mit den Kartoffeln und dem Meerrettich servieren,. Mit Petersilie und Zitronenstückchen garnieren
31 maggio 2011
Semaforo sanitario - Hygiene-Ampel
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| Semaforo sanitario - Hygiene-Ampel |
di Stephan Handel 20 maggio 2011
Traduzione di Claudia Marruccelli
Appeso all’ingresso serve per dare indicazioni ai clienti: è il semaforo sanitario. Eppure la normativa è considerata non praticabile dagli stessi incaricati dell’ufficio di igiene.
Il mondo politico e della gastronomia, l’amministrazione di Monaco di Baviera vedono in maniera scettica il „semaforo sanitario”, che esposto sulla porta di ingresso permette ai clienti di leggere lo stato di igiene di ristorante o di un bar.
Quindi i gestori sono obbligati ad esporre il barometro sanitario all’esterno del loro locale. La gradazione dei colori va dal verde al giallo al rosso. Una freccia mette in evidenza le condizioni igieniche del locale: il verde indica che non sono state accertate carenze igieniche, il giallo indica che le condizioni sanitarie sono parzialmente soddisfacenti e il rosso che le carenze igieniche sono gravi.
La Baviera, presente alla conferenza dei ministri per il consumo, si è espressa contraria al semaforo. “Siamo molto scettici” dichiara una portavoce del ministero per la sanità, competente per i controlli sanitari negli esercizi che somministrano cibo e bevande. Soprattutto non è chiara la modalità di applicazione del procedimento. “Finora i controlli sono stati eseguiti in maniera preventiva” ha dichiarato la portavoce. “Cioè: un Sushi Restaurant, che serve pesce crudo, viene sottoposto a controlli più frequentemente di una Pilskneipe [locale dove si può mangiare qualche spuntino bevendo soprattutto birra ndt].
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| Kneipe a Monaco di Baviera |
La sezione dell’amministrazione provinciale, che effettua i controlli sanitari a Monaco di Baviera, la vede quasi allo stesso modo: „Fondamentalmente va bene incrementare le informazioni ai consumatori”, dice Andreas Bacher, dirigente della sezione competente. “Però tramite il semaforo vengono date indicazioni su uno stato di fatto e su una meticolosità [igienica] che in realtà non sono tali”. Ai controlli nei ristoranti sono preposti 46 impiegati dell’amministrazione comunale che bussano alla porta [dei locali] in media ogni sei mesi. “Naturalmente abbiamo situazioni problematiche che seguiamo più frequentemente – in particolare quelli che cambiano spesso gestione”, dichiara Bacher.
Se vengano rilevate carenze, il gestore di norma riceve un avviso di scadenza, entro cui deve mettersi in regola. “E nel caso resta ancora col rosso, il locale viene chiuso” così riferisce Bacher.
Birgit Netzle gestisce a Thalkirchen [vicino Monaco di Baviera ndt] il ristorante Asam-Schlössl ed è la vice presidentessa dell’unione bavarese dei ristoratori e albergatori. “Io non do molto peso al semaforo” dice, “In tal modo vengono denunciati pubblicamente i gestori e una situazione momentanea può significare la fine.
Lo hanno riconosciuto il ministro per l’ambiente e la salute Markus Söder [CSU Baviera ndt] e il ministro per la tutela dei consumatori Beate Merk [CSU Baviera ndt]. La Netzle piuttosto è del parere che il problema dell’ “accesso al settore” sia stato affrontato troppo alla leggera: chiunque può attualmente aprire un locale, non ci sono requisiti minimi di conoscenze per quanto riguarda l’igiene. Quindi l’associazione ha deciso di emettere per quest’autunno un “permesso in management gastronomico”, con cui il gestore possa dimostrare le proprie competenze – anche se volontariamente.
La decisione dei ministri regionali deve ora essere convertita in legge, cosa che il ministro per l’alimentazione, l’agricoltura e la difesa del consumatore Ilse Aigner [CSU Baviera ndt] ha promesso di portare rapidamente in porto. Birgit Netzle spera che, con il procedimento, l’associazione ristoratori a livello nazionale, metterà a riparo gli interessi dei gastronomi. “Io abbandonerei completamente questi semafori”, dichiara la Netzle. Da ultimo la sua attività e è stata controllata quattro settimane fa – con un risultato evidente: “Io avrei ottenuto il verde”.
29 marzo 2011
Maultaschen
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| Maultaschen |
La necessità aguzza l’ingegno. E’ così che alcuni monaci durante la guerra dei Trent’anni inventarono i Maultaschen.
Circa 350 anni fa, in un periodo di carestia, nel monastero di Maulbronn, nel Baden Württemberg, i frati avrebbero ricevuto in dono un grosso pezzo di carne. Ma era Quaresima! La fame e la voglia di carne, in questi lunghi anni di guerra era tanta.
Nell’orto del convento venivano coltivati anche gli spinaci. Questo fece venire loro un’idea: se avessero mescolato dei piccoli pezzetti di carne assieme a tanti ingredienti vegetali, forse nessuno se sarebbe accorto. Ma avevano qualche dubbio che i pezzettini chiari di carne si potessero riconoscere.
I frati decisero quindi di avvolgere il composto in un fagottino di pasta, così la carne sarebbe stata ben nascosta.
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| Monastero di Maulbronn |
Era nato così un piatto di magro adatto per la Quaresima. All’inizio furono chiamati fagottini di Maulbronn, in un secondo tempo il loro nome fu cambiato in Maultasche .
Ingredienti per quattro persone
350 gr. farina bianca
100 gr. carne di manzo cotta
30 gr. pancetta affumicata
200 gr. carne macinata mista
200 gr. carne di salsiccia
250 gr. spinaci
1 gambo sedano
1 carota piccola
1 cucchiaio di burro
2 piccoli panini raffermi
1 rametto di prezzemolo
5 uova + 1 tuorlo
Sale, pepe, maggiorana e noce moscata
3/5 cucchiai di acqua
1 lt. Brodo di carne
Preparazione
Impastare la farina con tre uova e un pizzico di sale.
Aggiungere un po’ per volta l’acqua e lavorare l’impasto fino a che diventa ben compatto ed uniforme.
Fare riposare la pasta in una ciotola coperta da un panno umido per una mezz’oretta.
Tagliare a pezzetti la carne di manzo e la pancetta.
Pulire e tritare il sedano e la carota e soffriggerli nel burro.
Lavare bene gli spinaci, scottarli brevemente in acqua bollente, scolarli e raffreddarli subito in acqua freddissima.
Fare ammollare i panini, strizzarli e sminuzzarli
Mettere nel tritacarne, la carne di manzo, la pancetta, le verdure, il prezzemolo e il pane e amalgamare il tutto.
Unire al composto ottenuto la pasta di salsiccia e le due uova, mescolare bene, salare e pepare.
Dividere in due la pasta all’uovo e stendere le sfoglie, con un cucchiaino mettere delle piccole porzioni di impasto di carne sulla prima sfoglia (calcolate 16 mucchietti, distanziati un po’ tra di loro).
Spennellare il bordo della sfoglia con il tuorlo d’uovo.
Sovrapporre la seconda sfoglia e sigillare schiacciando bene i bordi di ogni mucchietto prima di tagliare i fagottini.
Cuocere i fagottini in abbondante brodo di carne bollente, finchè non salgono a galla.
Kartoffelpuffer
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| Kartoffelpuffer con Composta di mele |
La Kartoffelpuffer (frittella di patate) è un semplice piatto a base di patate. Si tratta di frittelle di patate grattugiate della grandezza di un palmo di mano, fritte in padella in abbondante olio.
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| Rheinland Pfalz (Renania Palatinato) |
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| Ruhrgebiet |
Nomi diversi, ma anche diversi contorni accompagnano queste frittelle, molto spesso però vengono servite spolverate di zucchero a velo assieme ad una composta di mele. La variante salata spesso accompagna i Sauerkraut (crauti) o il Räucherlachs (salmone affumicato).
Nonostante 100 anni fa le patate avessero una cattiva reputazione, poichè erano considerate il cibo dei poveri, la nostalgia del passato ha fatto ritornare di moda le Kartoffelpuffer, che un tempo venivano cucinate in tutte le case tedesche,
La regione della Ruhr era un tempo abitata da poveri tessitori. Le patate erano a buon mercato e saziavano a volontà.
Un tempo anche le bucce di patate venivano utilizzate in cucina e se ne ricavava una gustosa zuppa (Kartoffelschalensuppe). In tempo di guerra queste frittelle venivano conservate sott’aceto e mangiate al posto delle Bratheringe (aringhe arrostite e marinate in aceto).
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| Bratheringe (aringhe arrostite e marinate) |
Ingredienti per 6 persone:
1.2 Kg di patate a pasta soda, 2 Cipolle bianche, 4 Uova, 60 gr. di farina bianca, Pepe, sale, olio di semi
Per accompagnare:
(a scelta Composta di mele o fette di pane integrale imburrate)
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| Kartoffelpuffer con salmone affumicato |
Preparazione
Sbucciare, sciacquare e grattugiare finemente le patate e le cipolle, mescolarle assieme.Aggiungere le uova e la farina.
Salare e pepare.
Scaldare in una padella l’olio di semi.
Con due tre cucchiaiate del composto fare delle frittelle piatte e rosolarle nella padella da ambo i lati.
Servire ben calde accompagnate con la composta di mele o fette di pane integrale imburrate.
Suggerimenti:
se le patate vi sembrano acquose, dopo averle grattugiate, mettetele in un canovaccio di cotone ben pulito e strizzatele fino ad eliminare il liquido in eccesso
se vi piace il sapore, una grattugiata di noce moscata non guasta
un’aggiunta croccante e sfiziosa: un po’ di semi di zucca nel composto
17 settembre 2010
Streuselzwetschgenkuchen - Torta alle prugne con Streusel - Gâteau aux mirabelles avec streusel
Torta alle prugne con “Streusel”
Ingredienti per circa 24 porzioni:
Latte 250 ml.
Lievito di birra (un cubetto da 42 gr.)
Farina bianca 650 gr.
Zucchero 150 gr.
Zucchero vanigliato (una bustina)
Burro 125 gr. (50 gr. ammorbidito + 75 freddo)
Uova (un uovo intero e un tuorlo)
Sale (un pizzico)
Mandorle 60 gr. (in scaglie)
Prugne 1.5 kg. (meglio le susine sono più dolci)
Preparazione
Per la base:
Sciogliere nel latte tiepido il lievito di birra, aggiungere 500 gr. di farina, 75 gr. zucchero, lo zucchero vanigliato, 50 gr. di burro ammorbidito, l’uovo e il sale, mescolare ed impastare bene. Lasciare lievitare in un luogo caldo coperto e per 30 minuti.
Per gli “Streusel”:
impastare velocemente 150gr. di farina, 75 gr. di burro freddo a pezzettini, 75 gr. di zucchero e il tuorlo, aggiungere metà della granella di mandorle, lasciare riposare in frigo.
Denocciolare e dividere a metà le susine (se sono grandi dividerle in quattro. Rivestire una placca da forno con la carta apposita oppure imburrarla ed infarinarla. Stendere l’impasto di base dopo averlo impastato brevemente e lasciarlo riposare ancora 15 minuti in un posto caldo.
Ricoprire l’impasto steso con le susine e distribuire uniformemente la frutta con gli Streusel. Infornare per 20 – 30 minuti in forno caldo (200° forno elettrico statico/ 175° ventilato).
Fare raffreddare e distribuire le restanti mandorle precedentemente tostate.
Zutaten für ca. 24 Stücke:
250ml Milch
1 Würfel Hefe
650 g Mehl
150 g Zucker
1 Päckchen Vanillin-Zucker
50 g weiche Butter + 75 g kalte Butter
1 Ei + 1 Eigelb
1 Prise Salz
60 g Mandelblättchen
1.5 kg Zwetschgen
Milch lauwarm erwärmen, Hefe darin auflösen, 500 g Mehl, 75 g Zucker, Vanillin-Zucker, 50 g weiche Butter, Ei und Salz in eine Schlüssel geben. Milch-Hefe-Mischung zugießen und zu einem glatten Teig verkneten. Zugedeckt ca. 30 Minuten an einem warmen Ort gehen lassen.
Für die Streusel 150 g Mehl, 75 g Zucker, 75 g kalte Butter in Flöckchen und Eigelb zu Streuseln verkneten. Hälfte der Mandelblättchen unterkneten. Streusel kühlen. Zwetschen halbieren und entsteinen. Fettpfanne des Backofens fetten und mit Mehl bestäuben . Teig nochmals kurz durchkneten und auf bemehlter Arbeitsfläche rechteckig auf Größe der Fettpfanne ausrollen. Teig in die Fettpfanne legen, andrücken und zugedeckt nochmals ca. 15 Minuten an einem warmen Ort gehen lassen.
Zwetschgen auf dem Teig verteilen, evtl. etwas eindrücken. Streusel darauf verteilen und im vorgeheizten Backhofen (E-Herd 200°/Umluft 175°) 25 – 30 Minuten backen. Herausnehmen und auf einem Kuchengitter auskühlen lassen. Restliche in einer Pfanne ohne Fett geröstete Mandelblättchen darüberstreuen
Lait 250 ml.
Levure de bière (un petit cube de 42 gr.)
Farine 650 gr.
Sucre 150 gr.
Vanille (una bustina)
Beurre 125 gr. (50 gr. ramolli + 75 gr. froid)
Oeufs (un oeuf et un jaune)
Sel (une pincée)
Amandes 60 gr. (en paillettes)
Prunes 1.5 kg. (les mirabelles sont plus douces)
Préparation:
Pour la base:
Dissoudre la levure dans le lait tiède, ajouter 500 gr. de farine, 75 gr. de sucre, la vanille, 50 gr. de beurre ramolli, les oeufs et le sel, mélanger et bien pétrir. Laisser lever couvert dans un endroit chaud et pendant 30 minutes.
Pour les Streusel:
pétrir rapidement 150 gr. de farine, 75 gr. de beurre froid en petit morceaux, 75 gr. le sucre et le jaune d'oeuf, ajouter la moitié des amandes, laisser reposer au réfrigérateur.
Divisez en deux et dénoyautées les prunes (si elles sont grandes divisées les en quatre) Tapisser de papier une plaque à pâtisserie. Rouler la pâte de base après l’avoir brièvement mélangée et laisser la reposer encore 15 minutes dans un endroit chaud.
Couvrir la pâte avec les prunes et répartir sur les fruits les streusel. Cuire au four pendant 20 à 30 minutes à four chaud (200 ° four électrique statique / ventilateur 175 °). Laisser refroidir et répartir sur le gâteau le reste des amandes grillées.
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