21 aprile 2011

Negozi, bottegucce e insegne in Italia

Oxford Street London
SOTTO LA STESSA INSEGNA - A la même enseigne
di Sibylle Vincendon - 2 aprile 2011
Pubblicato in: Francia sul quotidiano "Libération"

tradotto da Claudia Marruccelli
 
Mistero italiano. Perchè le strade commerciali delle città italiane non sono ricche di insegne di catene commerciali? Gli italiani certamente vendono magliettine striminzite di colore rosa acceso a ragazzine di 13 anni così come accade in Francia, ma il negozio non si chiama Jennyfer o Pimckie. Non fanno né meglio né peggio delle reti di negozi in franchising, ma più vario ...
 
[per saperne di più ... Italia dall'Estero]

Rue de Rennes Paris

13 aprile 2011

Ultimi acquisti ... letterari


"La felicità di Emma" di Claudia Schreiber e "La stasi nel lvello" di Claudia Rusch

Dopo mesi di letargo, in cui ho non letto quasi niente, nelle ultime settimane ho divorato gli stupendi romanzi di due autrici tedesche che si chiamano come me Claudia; e proprio ieri mi sono arrivati da Amazon.de le corrispettive versioni in lingua originale:
Con grandissimo orgoglio voglio presentarvi questi due capolavori della narrativa contemporanea tedesca.


Emmas Glück ovvero "La felicità di Emma" è il tenero racconto di una ragazza di campagna cresciuta in un mondo fatto di solitudine, brutalità, ma allo stesso tempo colmo di semplicità e spesieratezza.
Emma vive quasi isolata dal mondo, circondata dagli animali della sua sporca e disordinatissima fattoria, i maiali sono i suoi compagni di giochi, le uniche responsabilità sono accudirli, dalla mattina alla sera questo è il suo impegno quotidiano. La modernità della pulizia, dell'ordine, degli orari, sono totalmente inesistenti nella sua vita.
Unici lussi che si concede sono ... la sauna, un bagno turco costruito accanto al ruscello che scorre vicino alla casa e ... un giro in moto a tutta velocità, una corsa folla di pochi minuti su una sgangheratissima moto lasciatela dal patrigno.
La felicità di Emma però riceve uno scrollone quando inaspettatamente incontra Max.
Il romanzo è stato pubblicato la prima volta in Germania nel 2005 e solo quest'anno è comparso nelle librie italiane, grazie alla casa editrice Keller.
Claudia Schreiber vive e lavora a Colonia. Ha studiato pedagogia e  sociologia. È scrittrice, sceneggiatrice e ha collaborato con la radio e la televisione tedesca (ZDF). La felicità di Emma, primo romanzo tradotto in italiano, ha ottenuto in Germania uno straordinario successo di critica .
Dal libro è stato tratto anche il film, Emmas Glück diretto dal regista Sven Taddicken, uscito in Germania nel 2006.
Il suo ultimo romanzo uscito pochi mesi fa si intitola "Süß wie Schattenmorellen" (Dolce come le amarene), che attendo con trepidazione anche in italiano.
   

Meine freie deutsch Jugend in italiano "La stasi nel lavello" è il resoconto degli anni di infanzia e adolescenza della scrittrice nella DDR prima della Wende, la svolta, la caduta del muro di Berlino. 25 brevi spaccati di una gioventù vissuta con il sogno della libertà, controllata quotidianamente dalla Stasi, la polizia segreta della Germania dell'Est. La Svezia, la Francia le terre promesse, dove poter finalmente essere se stessa. I personaggi che monopolizzano le vite degli Ossi, come vengono chiamati gli abitanti della DDR, dalla parola Ost, che vuol dire in tedesco Est. La lotta della sua famiglia per non farsi schiacciare dalla pialla del comunismo di stampo sovietico, che appiattisce le punte di libertà e sfrutta a proprio vantaggio le genialità.
Vale davvero la pena immergersi in questo mondo passato, percapire oggi cosa siamo diventati e cosa rischiamo di diventare se ci lasciamo travolgere dalla mediocrità che ci viene "somministrata" quotidianamente dai media.
Claudia Rusch è nata nell'isola di Rügen, ha studiato germanistica e romanistica a Berlino e a Bologna. Ha lavorato per anni per un'emittente televisiva tedesca ed ora vive a Berlino. Il suo ultimo lavoro è "Aufbau Ost. Unterwegs Zinnowitz und Zwickau" (La ricostruzione dell'Est. In viaggio da Zinnowitz a Zwickau) non ancora uscito in Italia.

12 aprile 2011

Così si combatte il fango

Saviano nella libreria Galla

Giovedì sera in Piazza Castello eravamo più di tremila (3000) ad ascoltare Roberto Saviano.
Presso la Libreria Galla, Saviano ha presentato il suo ultimo libro "Vieni via con me", edito da Feltrinelli, in cui lo scrittore ha raccolto, ampliandole, le sue riflessioni, riportando i suoi monologhi andati in onda nella trasmissione omonima di Rai3 condotta da Fabio Fazio.

Una letio magistralis sulla censura, sull'omertà che la macchina del fango opera su tutti noi, sull'importanza di non infilare la testa nella sabbia, sulla necessità di parlare, leggere e diffondere la legge della libertà di pensiero opinione e parola. Uno squarcio rivelatore sui meccanismi che regolano la censura, in maniera subdola ma legale.
3000 giovanissimi, studenti, ragazzi, eccezionalmente bassa la media di età dei presenti, tenuto conto che la notizia era stata diffusa solo il giorno prima dal quotidiano locale, e dal solito passa parola di amici e sostenitori.

Sul maxischermo posto in piazza, la sua figura abbarbicata su uno sgabello di legno, il suo inconfondibile tic, grattarsi la testa, che a suo dire lo renderebbe poco telegenico, chiuso tra le mura della libreria, per ovvi motivi di sicurezza, infaticabile si è concesso alla fine alle centinaia di lettori in fila ordinata, in attesa di un suo autografo sul libro, fin oltre l'una di notte.
Chi non è riuscito ad avvicinarlo, come me, si è comunque portato a casa un regalo immenso: il miracolo di tutti quei giovani in piazza, presenti, partecipi, attenti, "complici", altro che i "bamboccioni" che il governo accusa di lassismo e superficialità.

Fabio Fazio e Roberto Saviano
Grazie Roberto, per il tuo coraggio, per la tua presenza costante, infaticabile, generosa. Grazie dal più profondo del mio cuore.


Stasera a Perugia un nuovo incontro con Roberto, qui di seguito riporto l'inizio e la fine dell'articolo pubblicato stamattina sul quotidiano La Repubblica.

Che cos'è la macchina del fango? È delegittimazione, attacco personale, screditamento attraverso il gossip, gogna pubblica di fatti privati come un calzino color turchese o una vecchia foto di vacanze su una spiaggia nudista. È un sistema semplice e antico che funziona talmente bene da diventare regola: chi si pone contro il governo o certi poteri, finirà infangato.
...

Per ogni denuncia, per ogni critica, per ogni gesto di coraggio, per ogni resistenza, sai già cosa ti capiterà per cui senza paura dinanzi al "tutti facciamo schifo" risponderei come risposero i ragazzi di Locri alla bestialità ndranghetista: e ora infangateci tutti.

Così si combatte il fango

11 aprile 2011

Rubygate e Italia, un paese fuori controllo - Rubygate und Italien – ein Land ausser Rand und Band


Tages Anzeiger: Rubygate und Italien – ein Land ausser Rand und Band
di René Lenzin
(Trad. Claudia Marruccelli)

Mercoledì inizia a Milano il processo contro Berlusconi per concussione e prostituzione. La vicenda va oltre il caso eccezionale.

Mettiamo da parte per una volta la discutibile questione, se il primo ministro italiano abbia fatto sesso a pagamento con la allora 17enne marocchina Ruby Rubacuori. Resta un fatto: Berlusconi in persona ha telefonato a fine maggio alla questura di Milano, per fare pressioni affinché la stessa Ruby, fermata per furto, venisse rilasciata. Quand’anche egli avesse davvero creduto, che si trattava di una nipote dell’ex presidente egiziano Hosni Moubarak: in quale paese democratico dopo una simile vicenda un capo di governo non avrebbe rassegnato le proprie dimissioni?

Perché in Italia non è così? Questa è la domanda più frequente, che si pongono – e non per la prima volta - gli osservatori stranieri in relazione a Berlusconi. Le risposte verranno dal “Rubygate”, il processo contro il premier che inizierà la settimana prossima e che fornirà chiarimenti sul caso Italia, che consiste in qualcosa di più del semplice caso specifico [che coinvolge] Berlusconi.

Nicole Minetti
La Maitresse in Parlamento

Figura chiave in tutta la vicenda Rubygate è Nicole Minetti, 26enne consigliere regionale del PdL in Lombardia. Assieme al direttore del TG4 Emilio Fede e al manager dei vip Lele Mora avrebbe procacciato quelle circa 45 ragazze, con cui secondo le accuse il premier si è trastullato. Su ognuno dei tre incombe un’imputazione per sfruttamento della prostituzione.

La Minetti è stata l’igienista dentale di Berlusconi, prima di aver partecipato a qualche programma televisivo e di aver fatto il suo ingresso in politica. É stata eletta alle elezioni [regionali], in base ad una legge elettorale votata precedentemente dal secondo governo Berlusconi e che poi lo stesso ministro competente ridendo aveva definito una “porcata”. Vengono stilate liste elettorali che non possono essere modificate, che danno ai capi di partito ogni diritto di scelta. E ciò per concedere incarichi, sontuose ricompense e altri privilegi come i vitalizi per una sola legislatura.
Emilio Fede, Lele Mora e Ruby
Giustizia fai da te della magistratura

La maggior parte di ciò che il pubblico conosce del ruolo della Minetti nel caso Rubygate, lo ha appreso da indiscrezioni provenienti dalle autorità inquirenti. Il fatto che parecchi quotidiani italiani pubblicano con regolarità e in maniera dettagliata i risultati degli interrogatori e delle intercettazioni telefoniche, fa giungere ad una sola conclusione: essi [i giornali] vengono sistematicamente tenuti informati da documenti strettamente confidenziali provenienti dagli ambienti giudiziali – e non solo nella vicenda Ruby. Quindi la giustizia che già è frustrata dai continui attacchi di Berlusconi e che è sofferente per un organico ormai da tempo sottodimensionato, asseconda il colpevolismo mediatico. E viola i principi fondamentali del diritto pubblico come quello della presunzione di innocenza.

Della giustizia fai da te della magistratura, in Italia se ne parla poco. Tranne nel caso in cui il quotidiano Il Giornale, di proprietà della famiglia Berlusconi attacca il procuratore Ilda Boccassini, che sostiene l’accusa nella vicenda Ruby. Immediatamente il Consiglio Superiore della Magistratura ha avviato un’indagine interna contro le indiscrezioni. Simili retroscena alimentano gli attacchi dalla coalizione di destra, giudici e pubblici ministeri hanno perseguito le linee guida politiche della sinistra o per lo meno si sono presentati come un inviolabile stato nello stato.

Trasparenza senza trasparenza

I giornali dedicano numerose pagine a queste indiscrezioni, senza scrupolo e spesso indipendentemente dalla rilevanza penale del fatto. In particolare ci si sono messi di impegno i due corrispondenti dal tribunale del quotidiano La Repubblica, Piero Colaprico e Giuseppe D’Avanzo. Per esempio il 16 marzo, il giorno in cui un’inquirente milanese ha deciso di processare Berlusconi con rito abbreviato. In quel caso hanno descritto un interrogatorio di Ruby avvenuto il 3 agosto 2010, come se vi fossero stati presenti. Nocciolo della questione: Ruby avrebbe detto a Berlusconi di essere minorenne. Il 16 febbraio Anche il Corriere della Sera scrisse che quel 3 agosto ebbero luogo due interrogatori. Ruby sarebbe caduta in contraddizione rispondendo alla domanda, se Berlusconi era a conoscenza della sua vera età.

La Repubblica aveva fonti di informazioni diverse, forse molto meno affidabili del Corriere della Sera? O i giornali perseguono un ordine del giorno assegnato loro da Berlusconi? Perché non hanno pubblicato gli atti su Internet dopo lo scoop, in modo che i lettori stessi potessero farsene un’idea? “ Nella vicenda Ruby sono fiero di ogni indiscrezione che riesco a pubblicare” ha riferito brevemente Colaprico ad un giornalista straniero a Milano.

Il nemico del mio nemico

Ruby non è l’unico processo, che Berlusconi deve affrontare in questi giorni. Nel frattempo il parlamento discute in merito alla riforma della giustizia una nuova legge, che permetterebbe a Berlusconi di liberarsi di uno di questi processi. Inoltre questa settimana sono avvenuti tafferugli nella camera dei deputati, che hanno visto come protagonista il ministro per la difesa Ignazio La Russa. La Russa avrebbe offeso non solo [i deputati della ] sinistra, ma anche il presidente della Camera Gianfranco Fini.

Fini non ha considerato questo attacco rivolto alla sua persona, bensì alle istituzioni statali, così come di norma fa nei confronti degli attacchi della coalizione di governo, da quando ha rotto con Berlusconi. Il fatto che Fini stesso mini questa istituzione, mentre allo stesso tempo ricopre il ruolo di leader dell’opposizione e – sostanzialmente super partes – resti presidente della Camera, non sembra preoccuparlo. E nemmeno gli altri partiti dell’opposizione, che di solito chiedono ad alta voce più dignità nei confronti delle istituzioni. Com’è che si dice nelle alte sfere della politica: “Il nemico del mio nemico è mio amico”.

Berlusconi e Ruby
La principessa al ballo delle debuttanti

Di nuovo parliamo di Ruby. Comparirà in processo sia come testimone per l’accusa che per la difesa. Come vittima della prostituzione minorile dal punto di vista dell’accusa lei è anche parte lesa. Non è una beffa? Una 17enne, che si spaccia per 24enne e ne ha anche l’aspetto e che sembra avere un unico scopo nella vita: diventare famosa e ricca prima possibile. Che sembra che parli del più o del meno negli interrogatori e nelle intercettazioni telefoniche. Che si gusta le sue apparizioni televisive tra le lacrime e salutando a gesti. Che si fa portare a Vienna in jet per fare il suo ingresso al ballo delle debuttanti come una principessa.

Cosucce, verrebbe da dire. Se si trattasse di un caso isolato e non delle centinaia di ragazze, che mirano a raggiungere esattamente il medesimo scopo. Ma finora [ a loro] non gli è riuscito, come a Ruby, Noemi Letizia o Patrizia D’Addario metter piede nella camera da letto di Berlusconi.

06 aprile 2011

La decadente vita politica italiana - La déliquescente vie politique italienne

Giorgio Napolitano e Sivio Berlusconi
Le temps: La déliquescente vie politique italienne


La decadente vita politica italiana

Secondo il Presidente della repubblica, il parlamento italiano si è lasciato andare ad uno spettacolo “intollerabile”.
Nell’ottobre del 2001, Silvio Berlusconi occupava già la funzione di Presidente del consiglio italiano. In occasione di un viaggio a Berlino, egli dichiarava pubblicamente la “superiorità della civiltà occidentale” sull’islam e sul mondo arabo mussulmano. Un sistema a buon mercato di fare propria la tesi di Samuel Huntington sul contrasto/sull’impatto delle civiltà. Eppure questa settimana, la democrazia parlamentare italiana non ha dimostrato di essere animata da uno spirito particolarmente superiore a quello che anima i futuri sostenitori della democrazia della primavera araba.

“Vietnam parlamentare”

Palazzo Montecitorio, sede della Camera dei deputati, ha dato di sé “uno spettacolo intollerabile, che rischia di minare la credibilità delle istituzioni e di sconcertare i cittadini. Non si può più continuare così.” Il Presidente della repubblica, Giorgio Napolitano, ultima roccaforte contro la frammentazione della vita politica italiana, suona il campanello d’allarme. Per tentare di salvare il salvabile, ha convocato d’urgenza al Quirinale i capigruppo parlamentari per porli di fronte alle proprie responsabilità.
Giovedì, gli italiani hanno assistito, secondo il Corriere della Sera, ad un “Vietnam parlamentare” [riunito] in seduta plenaria. Un deputato della Lega Nord ha dato dell’ “handicappata di merda” ad una rappresentante tetraplegica del Partito Democratico. Il Ministro della difesa , Ignazio La Russa, che un deputato del PD ha definito “fascista”, ha rifiutato di farsi mettere in riga dal Presidente della camera, Gianfranco Fini, apostrofandolo con un sonoro “vaffanculo”. Quest’ultimo è stato bersaglio di un deputato infuriato che gli ha lanciato contro un giornale.
L’oggetto del dibattito di Montecitorio, era in verità particolare. Il gruppo di Silvio Berlusconi, il PdL, ha giudicato prioritaria l’adozione di una legge ad personam sul processo breve, al fine di permettere al Cavaliere di sfuggire ad un’eventuale condanna, nel processo del suo ex avvocato britannico David Mills, in quanto sospettato di corruzione per falsa testimonianza. Il Ministro degli affari esteri Franco Frattini ha persino messo da parte la vicenda libica per essere sicuro che il parlamento potesse in tutta fretta invertire l’ordine del giorno. Eppure l’urgenza, in Italia, non sono le grane giudiziarie di Berlusconi, ma la questione libica e la crisi economico finanziaria. Dal 2004, la disoccupazione non è mai stata così elevata (8.4%) e raggiunge la preoccupante soglia del 28.1% nei giovani.

Vicenda Mills
Lo stesso destino di Craxi
Dopo una seduta rocambolesca, i deputati alla fine hanno respinto il colpo di mano dei sostenitori di Berlusconi. Dovranno votare di nuovo martedì prossimo, il giorno precedente la comparizione del cavaliere al tribunale di Milano per la vicenda Ruby, una prostituta marocchina, che Berlusconi avrebbe abbondantemente pagato per partecipare alle sue serate erotiche nella sua villa di Arcore.
L’episodio parlamentare ha lasciato degli strascichi. Per il Corriere della Sera, la democrazia italiana “oggi è più fragile che mai”. Nel quotidiano La Repubblica, l’editorialista Curzio Maltese parla di “malattia degenerativa di una democrazia”. Giovedì, un gruppo di persone assiepate di fronte al parlamento ha lanciato monetine sul ministro La Russa in segno di disprezzo.

Silvio Berlusconi e Bettino Craxi
Il leader socialista Bettino Craxi, già processato per corruzione, ha subito esattamente lo stesso destino nel 1993, nel momento in cui l’Italia attraversava la sua peggior crisi – Tangentopoli – dalla fine della seconda guerra mondiale, e che annunciò il crollo dei due partiti pilastro della Prima repubblica, il PS e la DC. Di fronte al triste spettacolo dei politici italiani e della “Repubblica personale” di Silvio Berlusconi, i transalpini [gli italiani ndt] perdono la pazienza. Dopo essere riuscito nell’aprile 2008 (dopo il 1994 e il 2001) a incantare una terza volta questi italiani che non si ritrovano in una sinistra scoppiata e senza un solido programma, il cavaliere è irritante. Il berlusconismo, questa macchina da guerra, alimentata da un marketing mediatico quasi scientifico e volgare, che ha reso la politica quasi un anacronismo, ha lasciato campo libero alla guerriglia tra singoli, all’optional, alla futilità. Risultato: il 73% degli italiani disprezzano il proprio parlamento. Non ci si deve meravigliare se, nel momento in cui il paese festeggia nella più totale disunione il 150° anniversario della sua unità, la sola risposta a questa crisi sembra essere l’indizione di elezioni anticipate prima dell’estate. La seconda repubblica, nata dalla pulizia effettuata dall’operazione Mani Pulite, non solo ha deluso, ma ha fatto precipitare l’Italia in una instabilità pericolosa.

Tangentopoli

04 aprile 2011

Spensierato viaggio - Frische Fahrt


E’ la descrizione del risveglio della natura. È ancora buoi e la natura è avvolta ancora dalle tenebre. Lentamente le ombre si dissolvono e i primi raggi di sole fanno capolino. E’ come se la mano di Dio passando sul paesaggio lo riportasse a nuova vita, dai monti alle valli.
Il poeta descrive il tranquillo sorgere del sole in un tripudio di colori. E’ un continuo intrecciarsi di ombre, luci e colori. Anche l’allodola si libra cantando salutando il sole nascente. Il sole con i suoi primi raggi si imbeve del profumo della natura fin giù negli abissi, nei fiumi che si gettano dai monti, fino al mare. Tutt’intorno è un quadro variopinto.

Eichendorff, come in molte delle sue poesie, crea dei legami tra la natura e la volontà divina.

Spensierato viaggio

Mite affluisce l’aria azzurrina,
deve essere proprio primavera!
Nel bosco risuona il corno di caccia,
chiaro sembiante di occhi coraggiosi,
e il tumulto sempre più variopinto
si trasforma in una fiume magicamente selvaggio,
laggiù nel bel mondo ti attira,

il saluto di questa corrente!

Ed io non riesco a resistere!
Il vento mi sospinge lontano da voi,
sul fiume voglio andare,
beatamente accecato dallo scintillio!
Mille voci invitanti risuonano,
l’aurora lassù fiammeggia,
Forza! Non mi interessa,
dove il viaggio si conclude.


Das ist die Beschreibung des aufwachenden Morgens. Es ist noch halbdunkel und die Natur liegt in der ersten Strahlen der Sonne leuchten auf. Es ist als ob Gottes hand streichend di Natur zum neuen leben aufweckt, von den Höhen bis in die Täler. Der Dichter beschreibt das langsame Aufgehen der Sonne in einem prächtigen Farbenspiel. Es ist ein ständiges Bewegen zwischen Schatten und Farben und Licht.

Auch die Lerchen erheben sich zum Morgengesang und begrüssen den neuen Tag. Die Sonne mit ihren ersten hellen Strahlen versenkt sich in den Duft der Natur bis hinein in die Täler, die sich von den Bergen herabziehen, bis zum fernen Meer. Ringsum ein himmlisches farbiges Malen.
Eichendorff, wie in vielen seiner Gedichten, stellt auch hier wieder mit grossem Feingefühl einen Zusammenhang her, zwischen der Natur und dem göttlichen Wohlwollen.

Laue Luft kommt blau geflossen,
Frühling, Frühling soll es sein!
Waldwärts Hörnerklang geschossen,
Mut’ger Augen lichter Schein,
Und das Wirren bunt und bunter
Wird ein magisch wilder Fluß,
In die schöne Welt hinunter
Lockt dich dieses Stromes Gruß.

Und ich mag mich nicht bewahren!
Weit von Euch treibt mich der Wind,
Auf dem Strome will ich fahren,
Von dem Glanze selig blind!
Tausend Stimmen lockend schlagen,
Hoch Aurora flammend weht,
Fahre zu! ich mag nicht fragen,
Wo die Fahrt zu Ende geht!

Joseph Freiherr von Eichendorff