A voi tutti i miei migliori auguri di sereni e spensierati giorni di festa!!!
Ich liebe Rosen und Wiesen und Kinder,
Mag Kupferkessel auf Feuer nicht minder
Muss beim Zubettgeh'n den Abendstern seh'n
Liegen im weichen Bett finde ich schön
Ich liebe Ponys und mag Apfelstrudeln
Cremetorten, Kirschtorten, Schnitzel mit Nudeln
Wildgänse fliegend hoch über den Seen
Tiere im Wald und Feld finde ich schön.
Ganz weiße Kleider mit blauseid'nen Schuhen
Schneeflocken, die auf den Zweigen sich ruhen.
Silberne Winter und Berge in Höh'n
Sonnige Frühlingstag' finde ich schön.
Wenn der Hund bellt und ist bissig,
und ich bin verzagt,
Ganz einfach sofort wird mein Kummer vergeh'n
Ich denke an das was schön
Raindrops on roses and whiskers on kittens
Bright copper kettles and warm woolen mittens
Brown paper packages tied up with strings
These are a few of my favorite things
Cream colored ponies and crisp apple streudels
Doorbells and sleigh bells and schnitzel with noodles
Wild geese that fly with the moon on their wings
These are a few of my favorite things
Girls in white dresses with blue satin sashes
Snowflakes that stay on my nose and eyelashes
Silver white winters that melt into springs
These are a few of my favorite things
When the dog bites
When the bee stings
When I'm feeling sad
I simply remember my favorite things
And then I don’t feel so bad
Pétales de roses et moustaches de chatons
Bonnes mitaines et bon feu qui brille
Beau cahier quadrillé cheveux mouillés
C'est là un peu de mes joies quotidiennes
Gros mille feuilles tarte aux pommes fraîches
Grand bol de crème dont on se pourlèche
Belle oie sauvage qui s'envole dans la plaine
C'est là un peu de mes joies quotidiennes
Gaie robe claire coiffures en nattes
Doux flocons blancs sur mon nez écarlate
Les fleurs d'avril en bouquets qui reviennent
C'est là un peu de mes joies quotidiennes
Quand le chien mord quand l'abeille pique
Quand ça marche mal
C'est simple je pense à mes joies quotidiennes
Et tout alors va très bien
Gocce di pioggia sul verde dei prati...
... sciarpe di lana ... maglioni felpati...
... più che il sapore il colore del thè...
ecco le cose che piacciono a me
... torte di mele ... biscotti croccanti...
... bianchi vapori dai treni sbuffanti...
... quando ti portano al letto il caffè...
ecco le cose che piacciono a me
... tanti vestiti a vivaci colori...
...quando ricevi in regalo dei fiori...
...le camicette di bianco picchè...
ecco le cose che piacciono a me
se son triste, infelice e non so perchè
io penso alle cose che amo di più
e torna il seren per me
...il miagolare che fanno i gattini...
...il sorriso di tutti i bambini...
...la cioccolata dentro i bignè...
ecco le cose che piacciono a me
...un bel quaderno appena comprato...
...un fazzoletto che sa di bucato...
...una gallina che fà coccodè...
ecco le cose che piacciono a me
...biondi capelli sul viso abbronzato...
...pane arrostito con burro spalmato...
...quando si ride, ma senza un perchè...
ecco le cose che piacciono a me
se son triste infelice e non so perchè
io penso alle cose che amo di più
e torna il seren per me
21 dicembre 2010
20 dicembre 2010
19 Dicembre: O Tannenbaum
Nel medioevo nella stagione invernale era abitudine tenere in casa rami di abeti o piante sempreverdi: la scelta cadeva spesso sul vischio, agrifoglio, tasso, pino o abete. La forza di queste piante di un bel verde acceso, nonostante il rigore invernale, era vista come la speranza di una nuova vita. esse venivano usate accanto alle candele come simbolo della luce primaverile che ritorna.
L'albero di Natale così come lo vediamo oggi ha fatto ingresso nelle case dei nobili prima della fine del 16° secolo, poi si è diffuso anche nelle case della gente semplice. I primi addobbi dell'albero di Natale furono, mele, datteri, noci e Brezeln (pane intrecciato tipico dell'Alto Adige e della Germania). A Natale i bambini potevano infine saccheggiare questo albero, tutto da mangiare (Fressbaum). Con il tempo si è cominciato ad adornare l'albero con sfere di vetro e candeline. La stella in cima ricorda la cometa sulla stalla di Betlemme. I colori simboli sono il verde e il rosso:
verde è segno di speranza e fiducia e il rosso indica il sangue di Gesù, versato per salvare il mondo.
All'abete usato come albero di Natale, è stata dedicata una notissima canzone, in origine scritta da August Zarnack (1777 - 1827) sulla base di un'antica melodia popolare della Slesia, riarmonizzata, come oggi la conosciamo, nel 1824 da Ernst Anschütz. Il tema della canzone è la devozione.
"O abete, le tue foglie sono sempre verdi, non solo in estate, anche in inverno quando nevica.
O abete come mi piaci, nessun albero mi ha fatto più felice di te a Natale."
20 Dicembre: mancano 5 giorni
Sono gli ultimi giorni prima della grande festa, cosa fare per essere sicuri di non dimenticare nulla per un Natale perfetto e non essere assaliti dallo stress natalizio?
Damit die Vorfreude auf Weihnachten nicht völlig im Stress untergeht, hier habe ich einige Tipps für die Organisation der Weihnachtszeit vorbereitet.
Una lista di cose da fare tra il 22 e il 23 dicembre: (Checklist am 22. und 23. Dezember)
- ultimi acquisti dei regali (Geschenke einpacken)
- ordinare gli ingredienti per la cena della vigilia e il pranzo di nataleincartare i regali già acquistati (die nötigen haltbaren Lebensmittel für die Fesstage einkaufen und die friscehn Lebensmittel vorbestellen)
- terminare le decorazioni dell'albero e le presepe (den Weihnachtsbaum und die Krippe aufstellen)
- preparare il menu (das Festmenü vorbereiten)
- sistemare i regali sotto l'albero (die Geschenke unter dem Baum anordnen)
- apparecchiare la tavola a festa (die Festtafel decken)
- programmare la musica di sottofondo (die Weihnachtsmusik zurechtlegen)
- una pausa rilassante per noi scegliendo tra: sdraiarsi su un comodo divano, bere un thè o una tisana calda, immergersi in una schiumosa vasca da bagno o leggere un buon libro. (Zeit für Entspannung: sich lehnen auf dem Sofa, trinken einen Tee, sich liegen in die Badewanne oder lesen ein Buch)
13 dicembre 2010
13 Dicembre: Santa Lucia
Arrivano i banchéti de Santa Lùssia!
Come ogni anno, tornano i Banchéti de Santa Lùsìa! (Christkindlmarkt von Santa Lucia) Fiera dalle radici antichissime che ancora oggi si tiene nei giorni precedenti il 13 dicembre, giorno dedicato alla Santa protettrice degli occhi.
Colorate bancarelle, collocate nella splendida piazza dell'Arena, espongono merce di ogni tipo e delizie provenienti da tutte le regioni d'Italia, mentre la possente stella, che rilucente di un bianco splendente si tuffa dall'anfiteatro romano, invita i passanti a visitare l'ormai tradizionale appuntamento con la Rassegna Internazionale del Presepio, ogni anno sempre nuova.
La ricorrenza dedicata a Santa Lucia è forse una delle tradizioni veronesi più antiche, sentite e partecipate. Infatti, nella tradizione veronese "S. Lucia è il giorno più corto che ci sia" e per l'occasione i bambini inviano alla Santa una letterina con elencati i doni desiderati ... se saranno stati buoni li riceveranno nella notte tra il 12 e 13 dicembre, altrimenti riceveranno solo del nero carbone! Ma dovranno andare a letto prestissimo e chiudere forte gli occhi per non essere accecati dalla cenere che la Santa gli lancerà se li troverà ancora svegli al suo arrivo. (Die Kinder schreiben eine Briefchen zu Santa Lucia, wenn sie brav sind, in der Nacht zwischen den 12. und den 13. Dezember, werden sie Spielsachen bekommen, sonst nur schwarze Kohle)
Tutta la famiglia è coinvolta nei preparativi dell'arrivo della Santa. In ogni casa dove c'è un bambino non devono mai mancare cibo e acqua per lei e il Gastaldo, fido collaboratore, e anche per l'asinello, che da sempre l'accompagna nella sua missione notturna!
Dal 10/12/2010 Al 13/12/2010 in Piazza Bra - VERONA
12 Dicembre: La forza del fuoco - Feuer Macht
"Il la forza del fuoco è benefica per l'uomo, lo protegge e lo ristora". (Feuer Macht)
Questo scriveva Friedrich Schiller nel 18° secolo. Il periodo dell'Avento è caratterizzato dalle candele.
Dopo una giornata trascorsa in giro a fare acquisti per Natale, al freddo e a volte sotto la neve, non c'è cosa più gradita e desiderata che tornare a casa e bere una tazza di thé o di caffé caldo con gli amici; o accoccolarsi in poltrona a leggere un buon libro a lume di candela. Le candele aiutano a rischiarare e riscaldare le buie e fredde serate invernali e a renedere più confortevole l'ultima stagione dell'anno.
Candela fai da te (Selbsgemachte Kerze)
Un'idea per fare da sé una candela riciclando i resti di cera, un'idea per sé o da regalare ad un amica.
Occorrente:
- un piccolo vasetto di terracotta (einen kleinen Tontopf)
- colori a tempera e pinzette (Plakafarbe und Pinsel)
- stuzzicadenti lunghi (Holzstäbchen)
- un po' di plastilina (etwas Knete)
- una pentolina (einen kleine Kochtopf)
- un barattolo (eine Konservendose)
- uno stoppino più lungo del vasetto (einen Kerzendocht höher als der Tontopf)
- resti di cera senza lo stoppino (Wachsreste ohne Docht)
- una presina (einen Topflappen)
- un sottobicchiere (einen Untersetzer)
Dipingete con i colori a tempera il vasetto, o se vi piace lasciatelo così come è al naturale.
(Den Tontopf könnt ihr zuerst mit Plakafarbe anmalen oder ihn lassen, wie er ist)
Annodate la parte terminale dello stoppino ad uno stuzzicadenti e fissatelo sul bordo del vasetto, fate passare l'altra estremità dello stoppino attraverso il foro sul fondo del vaso. Otturate il foro sul fondo con la plastilina.
(Knotet das obere Ende des Dochts um den Holzspieß oder steckt ihn durch den Docht. Legt dann den Holzspießauf den rand des Tontopfs und zieht das untere Ende des Dochts durch das Loch im Boden. Veschließt nun das Loch im Boden mit Knete)
Riempite un barattolo con le rimanenze di cera e fate sciogliere a bagnomaria, quando la cera è sciolta versatela nel vasetto di terracotta. Attenzione a non bruciarvi le dita, usate le presine!!!!
(Füllt jetzt die Wachsreste in die Dose und bringt sie im Kochtopf im heißen Wasserbad zum Schmelzen. Wenn das Wachs geschmolzen ist, achtung, verbrennt euch nicht die Finger!!! Gießt dann das flüssige wachs in den Tontopf)
Ultimo suggerimento, collocate il vasetto su un sottobicchiere, quando l'accendete.
Questo scriveva Friedrich Schiller nel 18° secolo. Il periodo dell'Avento è caratterizzato dalle candele.
Dopo una giornata trascorsa in giro a fare acquisti per Natale, al freddo e a volte sotto la neve, non c'è cosa più gradita e desiderata che tornare a casa e bere una tazza di thé o di caffé caldo con gli amici; o accoccolarsi in poltrona a leggere un buon libro a lume di candela. Le candele aiutano a rischiarare e riscaldare le buie e fredde serate invernali e a renedere più confortevole l'ultima stagione dell'anno.
Candela fai da te (Selbsgemachte Kerze)
Un'idea per fare da sé una candela riciclando i resti di cera, un'idea per sé o da regalare ad un amica.
Occorrente:
- un piccolo vasetto di terracotta (einen kleinen Tontopf)
- colori a tempera e pinzette (Plakafarbe und Pinsel)
- stuzzicadenti lunghi (Holzstäbchen)
- un po' di plastilina (etwas Knete)
- una pentolina (einen kleine Kochtopf)
- un barattolo (eine Konservendose)
- uno stoppino più lungo del vasetto (einen Kerzendocht höher als der Tontopf)
- resti di cera senza lo stoppino (Wachsreste ohne Docht)
- una presina (einen Topflappen)
- un sottobicchiere (einen Untersetzer)
Dipingete con i colori a tempera il vasetto, o se vi piace lasciatelo così come è al naturale.
(Den Tontopf könnt ihr zuerst mit Plakafarbe anmalen oder ihn lassen, wie er ist)
Annodate la parte terminale dello stoppino ad uno stuzzicadenti e fissatelo sul bordo del vasetto, fate passare l'altra estremità dello stoppino attraverso il foro sul fondo del vaso. Otturate il foro sul fondo con la plastilina.
(Knotet das obere Ende des Dochts um den Holzspieß oder steckt ihn durch den Docht. Legt dann den Holzspießauf den rand des Tontopfs und zieht das untere Ende des Dochts durch das Loch im Boden. Veschließt nun das Loch im Boden mit Knete)
Riempite un barattolo con le rimanenze di cera e fate sciogliere a bagnomaria, quando la cera è sciolta versatela nel vasetto di terracotta. Attenzione a non bruciarvi le dita, usate le presine!!!!
(Füllt jetzt die Wachsreste in die Dose und bringt sie im Kochtopf im heißen Wasserbad zum Schmelzen. Wenn das Wachs geschmolzen ist, achtung, verbrennt euch nicht die Finger!!! Gießt dann das flüssige wachs in den Tontopf)
Ultimo suggerimento, collocate il vasetto su un sottobicchiere, quando l'accendete.
10 dicembre 2010
10 Dicembre: Spezie - Gewürze
Le spezie non sono solo un'aggiunta in più ai cibi, e gli antichi Egizi lo sapevano già più di 4000 anni fa.
Antichi popoli asiatici consideravano le spezie un elemento essenziale per la cura del corpo.
In Europa le spezie straniere sono rimaste sconosciute per moltissimi secoli, fin quando, prima gli Arabi, poi Marco Polo ed in ultimo Colombo le hanno fatte conoscere ed apprezzare soprattutto alle famiglie più ricche. Esse erano infatti molto preziose e ricercate, difficili da reperire e quindi molto costose.
Per fortuna oggi le spezie non sono più una rarità e sono alla portata di tutte le tasche in tutti i supermercati.
Il periodo natalizio sono i giorni in cui, l'aria è straordinariamente profumata di anice, cannella, chiodi di garofano. Le spezie non solo insaporiscono i cibi ma aiutano anche la digestione delle saporite leccornie di questo periodo.
Le più usate sono:
Anice: originaria dell'Egitto, nell'Europa del Nord viene spesso usata nella preparazione dei dolci, mentre nei paesi dell'Europa del Sud mescolata nelle bevande alcooliche. L'anice è indicato contro la tosse e i dolori addominali, inoltre favorisce la digestione.
Cardamomo: la regina delle spezie proviene dal Guatemala e dallo Sri Lanka. Molto usato nella cucina orientale, regola la digestione e l'appetito e favorisce la concentrazione mentale.
Pimento: noto anche come Pepe garofanato, arriva dall'America Centrale. Viene aggiunto nel vin brûlé e in altre bevande calde. Il pimento regola la circolazione e la salivazione. Come l'anice favorisce la digestione.
Cannella: la terra d'origine di questa spezia è lo Sri Lanka ed il Brasile. E' l'ingrediente che non può mancare nel Glühwein (vin brûlé) nelle Bratäpfel (mele al forno) e nei Plätzchen (tipici dolcetti natalizi).
09 dicembre 2010
9 Dicembre: Bevande Calde - Heiße Getränke
Nelle fredde serate invernali è così piacevole coccolarsi con una bevanda calda che scaldi il cuore e le mani
.
Dalla tradizione del nord Europa è arrivata anche da noi l'abitudine, ormai molto diffusa, di bere il Glühwein, o meglio come lo chiamiamo in Italia Vin brûlé. Una bevanda calda a base di vino rosso e spezie. Le ricette sono tantissime, a me piace quella più semplice, con cannella, chiodi di garofano zucchero di canna e una scorzetta di limone. In Alto Adige e nei pasi di lingua tedesca lo vendono già pronto in bottiglia, basta scaldarlo nella tazza con il forno a microonde. Nei mercatini dell'Avvento l'aria è impegnata del dolce aroma delle spezie e del vino caldo, ci si potrebbe inebriare solo annusando l'aria!
Esiste anche la rcetta analcoolica per bambini il Kinderglühwein aromatizzato con succo d'uva non fermentto
Un'altra bevanda tipica dei paesi nordici è il Met o Honigwein, in italiano Idromele, la più antica bevanda fermentata del mondo, a base di miele e acqua, a cui si aggiunge talvolta del succo di mele. L'dromele è conosciuto dall'epoca egizia e con diverse ricette dai diversi nomi che provengono da ogni parte d'Europa: Danimarca, Francia, Scandinavia, Bulgaria, Slovacchia, persino dal Sud Africa, in Etiopia si chiama T'edj, e dal Sud America, Pitarrilla, una bevanda rituale Maya.
.Dalla tradizione del nord Europa è arrivata anche da noi l'abitudine, ormai molto diffusa, di bere il Glühwein, o meglio come lo chiamiamo in Italia Vin brûlé. Una bevanda calda a base di vino rosso e spezie. Le ricette sono tantissime, a me piace quella più semplice, con cannella, chiodi di garofano zucchero di canna e una scorzetta di limone. In Alto Adige e nei pasi di lingua tedesca lo vendono già pronto in bottiglia, basta scaldarlo nella tazza con il forno a microonde. Nei mercatini dell'Avvento l'aria è impegnata del dolce aroma delle spezie e del vino caldo, ci si potrebbe inebriare solo annusando l'aria!
Esiste anche la rcetta analcoolica per bambini il Kinderglühwein aromatizzato con succo d'uva non fermentto
Un'altra bevanda tipica dei paesi nordici è il Met o Honigwein, in italiano Idromele, la più antica bevanda fermentata del mondo, a base di miele e acqua, a cui si aggiunge talvolta del succo di mele. L'dromele è conosciuto dall'epoca egizia e con diverse ricette dai diversi nomi che provengono da ogni parte d'Europa: Danimarca, Francia, Scandinavia, Bulgaria, Slovacchia, persino dal Sud Africa, in Etiopia si chiama T'edj, e dal Sud America, Pitarrilla, una bevanda rituale Maya.
08 dicembre 2010
Niente dieta a Natale - Keine Diät auf Weihnachtszeit
Impossibile fare la dieta in queste settimane, sarebbe un oltraggio alle mille specialità dolciarie e gastronomiche del nostro paese, e non solo!!!!! Non farò il solito elenco di piatti e dolci tradizionali italiani, ma racconterò di un connubio italio tedesco (anzi più napoletano che italo) che da sempre fa bella mostra sul tavolo di pranzo della nostra famiglia, dal primo giorno del periodo di Avvento, fin oltre l'Epifania, che anche se tutte le feste porta via, si dimentica sempre... i dolci.
I Lebkuchen, il Christstollen ed ogni sorta di biscotti alla cannella e zenzero, che allietavano le serate di noi 4 bambini arrivavano puntualmente in un grosso pacco inviato dalla nonna. Ancora oggi, se non li trovo nei negozi qui al nord, mi impongo di volare direttamente a Bolzano, dove facciamo scorta di leccornie natalizie.
Ma subito accanto sono arrivati gli struffoli napoletani (ore ed ore a fare "palline" da friggere) ed il torrone di Benevento (anche se ora non disdegnamo il mandorlato finchè abbiamo i nostri denti).
Naturalmente non mancava mai il panettone o il pandoro, che da quando abitiamo nel Veneto ci piace spalmare con il mascarpone e la mostarda veneta (ma a me piace di più la mostarda cremonese).
I Lebkuchen, il Christstollen ed ogni sorta di biscotti alla cannella e zenzero, che allietavano le serate di noi 4 bambini arrivavano puntualmente in un grosso pacco inviato dalla nonna. Ancora oggi, se non li trovo nei negozi qui al nord, mi impongo di volare direttamente a Bolzano, dove facciamo scorta di leccornie natalizie.
Ma subito accanto sono arrivati gli struffoli napoletani (ore ed ore a fare "palline" da friggere) ed il torrone di Benevento (anche se ora non disdegnamo il mandorlato finchè abbiamo i nostri denti).
Naturalmente non mancava mai il panettone o il pandoro, che da quando abitiamo nel Veneto ci piace spalmare con il mascarpone e la mostarda veneta (ma a me piace di più la mostarda cremonese).
Natürlich für die deutsche Freunde alles ist verlinkt!!!
7 Dicembre: Sant'Ambrogio
A partire dal 1866 nelle vie attorno alla Basilica si tiene la Fiera degli "Oh bei, oh bei", manifestazione popolare particolarmente cara ai milanesi. La festa ha origini antiche e risale al 1288, periodo in cui essa si svolgeva nei pressi di Santa Maria Maggiore. La manifestazione ha luogo dal 7 all'8 dicembre ed è famosa per la presenza di numerose bancarelle ricche di colori e profumi, che creano un'atmosfera davvero suggestiva. Vi si può trovare una grande quantità di giocattoli, dolci tipici , oggetti d'antiquariato ed ogni sorta di cianfrusaglie. Per i bambini la fiera è come il "paese dei balocchi" ed è l'occasione giusta per farsi viziare da nonni e genitori.... anche in vista del Natale ormai vicino.
Nello stesso giorno il Teatro alla Scala apre la sua stagione operistica. Ogni anno, in occasione della festa del patrono, centinaia di persone, tra cui personaggi famosi, si recano alla Scala per assistere alla prima rappresentazione della stagione. Solitamente l'apertura della stagione scaligera è affidata ad un'opera di Verdi, musicista molto amato dai milanesi.
8 Dicembre: Immacolata Concezione
Oggi è l'8 dicembre giorno dedicato all' Immacolata Concezione, in ogni parte del mondo si ricorda questo dogma della chiesa cattolica in maniera diversa.
Avendo vissuto la mia infanzia e giovinezza nel sud d'Italia, in particolare a Torre del Greco, ridente cittadina del Golfo di Napoli, voglio ricordare in particolare i festeggiamenti che si celebrano oggi laggiù, dove la Madonna Immacolata è particolarmente venerata.
L'8 dicembre 1861 e fino al 31 dicembre, una terrificante eruzione del Vesuvio di tipo effusivo-esplosivo ed un violento terremoto sconvolsero la città. I Torresi fecero voto alla Madonna Immacolata, da sempre oggetto di viva devozione, di portare in processione su di un carro trionfale una sua raffigurazione, se il cataclisma fosse cessato. Secondo il resoconto dei testimoni dell'epoca, la lava arrestò improvvisamente la sua furia devastatrice, perciò, a partire dall'anno seguente, il 1862, ogni 8 dicembre, la processione viene ripetuta in ricordo dell'evento miracoloso, con la costruzione di un carro di imponenti dimensioni, portato in giro per la città da oltre un centinaio di volontari, tra le acclamazioni di giubilo della folla che in copiosa quantità si accalca, per le strade e sui balconi, per salutarne il passaggio.
L’8 Dicembre si celebra la festa dell’Immacolata Concezione della Vergine Maria, e Roma è la città ideale per celebrare questo avvenimento molto importante per la Chiesa Cattolica.
È ormai tradizione che il Papa deponga ai piedi del Monumento Dell’Immacolata, una statua ritraente la Madonna posta sulla cima di una colonna in Piazza Mignanelli, prolungamento di Piazza di Spagna, un cesto di rose bianche. Successivamente, il Pontefice, legge alcuni brani delle Sacre Scritture, benedice la statua della Vergine e si reca a far visita alla Basilica di Santa Maria Maggiore.
Questa consuetudine, iniziata negli anni ’50 durante il pontificato di Pio XII e conservata, con grande devozione, da tutti i Papi succeduti, in particolar modo da Giovanni Paolo II, gode di un fascino e un’intensita che solo vivendola in prima persona si può comprendere veramente.
06 dicembre 2010
Oggi è il giorno di San Nicolò
E’ il protettore dei farmacisti, panettieri, detenuti, giuristi, commercianti, marinai e dei bambini.
La storia di San Nikolaus o meglio in italiano san Nicola, che viene ancora oggi raccontata, si basa sulla vita dell’abate Nicola di Mira. Visse nella prima metà del 4° secolo dopo Cristo.
Secondo l’antica leggenda greca, salvò tre ragazze dalla povertà e dalla solitudine, facendo cadere attraverso il camino tre monete d’oro nelle calze che vi erano appese.
Con questa dote le tre giovanette poterono quindi sposarsi ed evitare una vita in convento.
Da di questo racconto nacque la tradizione, la vigilia del 6 dicembre, di mettere fuori della porta le scarpe e le calze. Proprio come allora vengono riempite di dolcetti e piccoli regali. I Greci furono i primi a venerare San Nicola ma ben presto anche la chiesa russa adotto questa usanza e subito dopo si diffuse in Europa.
Qualche tempo dopo San Nikolaus fu accompagnato da Knecht Rupert. Ma siccome il santo è anche il protettore dei bambini, non ama punirli, quindi ha relegato al suo compagno di viaggio il compito ingrato di punire i bambini.
La storia di San Nikolaus o meglio in italiano san Nicola, che viene ancora oggi raccontata, si basa sulla vita dell’abate Nicola di Mira. Visse nella prima metà del 4° secolo dopo Cristo.
Secondo l’antica leggenda greca, salvò tre ragazze dalla povertà e dalla solitudine, facendo cadere attraverso il camino tre monete d’oro nelle calze che vi erano appese.
Con questa dote le tre giovanette poterono quindi sposarsi ed evitare una vita in convento.
Da di questo racconto nacque la tradizione, la vigilia del 6 dicembre, di mettere fuori della porta le scarpe e le calze. Proprio come allora vengono riempite di dolcetti e piccoli regali. I Greci furono i primi a venerare San Nicola ma ben presto anche la chiesa russa adotto questa usanza e subito dopo si diffuse in Europa.
Qualche tempo dopo San Nikolaus fu accompagnato da Knecht Rupert. Ma siccome il santo è anche il protettore dei bambini, non ama punirli, quindi ha relegato al suo compagno di viaggio il compito ingrato di punire i bambini.
Il servo Ruprecht è noto quasi quanto San Nikolaus, e quindi gli sono stati affibbiati dei nomignoli: Krampus, in Tirolo e Alto adige, Belsnickel in Germania, Schmutzli in Svizzera, Père Fouettard in Francia, Zwarte Piet in Olanda uomo nero in Italia.
Se ci si è comportati male, però non tutto è perduto, si può rabbonirlo e così evitare la punizione, recitando una filastrocca allegra.02 dicembre 2010
Aspettando il Natale: il Calendario dell'Avvento
Aspettando Natale
Für die deutsche Freunde: alle Links sind für euch!!!, Die sind auf Deutsch!!
Ogni anno tutti i bambini aspettano con impazienza la Vigilia di Natale, ma anche molti adulti.
Il Calendario dell’Avvento, o più precisamente l’Adventskalender nacque per rendere più dolce l’attesa dal 1° al 24 dicembre. Per ogni giorno c’è una porticina da aprire, dietro cui si nasconde una piccola sorpresa.
Oggi è una consuetudine ricevere in dono un Calendario dell’Avvento da genitori, nonni o amici., ma è stato sempre così?
Il primo Adventskalender nacque dall’idea di un pittore del 15° secolo. Egli dipinse un quadro che raffigurava Maria e Giuseppe accanto ad un albero spoglio e secco. Dai rami dell’albero pendevano 24 grandi lettere A d’oro che significavano “Ave Maria”. L’idea del pittore era che gli uomini dovevano recitare ogni giorno un’Ave Maria fino alla Vigilia di Natale.
Nei secoli seguenti si sono sviluppati altre abitudini per addolcire l’attesa della Notte Santa.
Il più semplice Adventskalender fu una serie di 24 segni tracciati col gesso sulla porta dell’armadio, ogni giorno veniva cancellato un segno. Nelle famiglie religiose viene appesa una immagine ogni giorno fino al 24 dicembre. A volte i genitori raccontavano delle storielle ai bambini.
Ancora altre famiglie mettevano ogni giorno un rametto di paglia nella capanna del presepio, così la notte della Vigilia Gesù Bambino avrebbe potuto dormire sul morbido.
Il primo AK stampato comparve tra il 1903 e il 1908 a Monaco di Baviera. Gerhard lang ebbe questa idea. Ma fu sua madre che gliela ispirò: lei dipinse su un cartone i numeri da 1 a 24 e su ogni cifra incollò un dolcetto, il cosiddetto “Wibele” o "Plätzchen". Il piccolo Gerhard poteva così gustarsi ogni giorno un biscottino.
Negli anni 60 furono prodotti i primi AK con i cioccolatini, ed oggi tutti i negozi e i supermercati offrono in vendita ogni tipo di calendario con sorprese di ogni sorta: gomme da masticare, giocattoli e persino biglietti della lotteria. Sui Internet esistono Adventskalender on line elettronici da cui poter ascoltare storie, ricette e canzoni natalizie.
Für die deutsche Freunde: alle Links sind für euch!!!, Die sind auf Deutsch!!
01 dicembre 2010
Simboli del Natale: Mela, Pesce, Stella
Symbole in der Adventszeit
Zu dieser Link findet man mein persönlicher Abventskalender für die deutsche Freunde.
Mela
Il vescovo di Milano Ambrogio paragonò il Cristo in Croce alla mela dell'albero della vita dell'Eden. Da qui nasce il richiamo al simbolo della tentazione. Da allora la mela è considerata il simbolo del Natale.
San Nicolò regala mele ai bambini, si usano le mele come decorazioni dell'albero di Natale e nei vecchi presepi a volte c'è un pastore che porta in dono delle mele a San Giuseppe e alla Madonna.
Pesce
Tradizionalmente a natale si mangia pesce. Questa usanza trae origine dai simboli cristiani. In origine era il segno di riconoscimento tra i cristiani perseguitati dai romani. Se si prendono insieme le prime sillabe delle parole in greco antico Gesù, Cristo, Dio, Figlio, Salvatore , si forma la parole "Ichtys" che vuol dire "Pesce".
Stella
Sul puntale dell'albero di Natale tradizionalmente si pone una stella. questa simboleggia la stella cometa di Betlemme, che guidò i Re Magi alla ricerca della capanna dove nacque Gesù.
Zu dieser Link findet man mein persönlicher Abventskalender für die deutsche Freunde.
Mela
Il vescovo di Milano Ambrogio paragonò il Cristo in Croce alla mela dell'albero della vita dell'Eden. Da qui nasce il richiamo al simbolo della tentazione. Da allora la mela è considerata il simbolo del Natale.
San Nicolò regala mele ai bambini, si usano le mele come decorazioni dell'albero di Natale e nei vecchi presepi a volte c'è un pastore che porta in dono delle mele a San Giuseppe e alla Madonna.
Pesce
Tradizionalmente a natale si mangia pesce. Questa usanza trae origine dai simboli cristiani. In origine era il segno di riconoscimento tra i cristiani perseguitati dai romani. Se si prendono insieme le prime sillabe delle parole in greco antico Gesù, Cristo, Dio, Figlio, Salvatore , si forma la parole "Ichtys" che vuol dire "Pesce".
Stella
Sul puntale dell'albero di Natale tradizionalmente si pone una stella. questa simboleggia la stella cometa di Betlemme, che guidò i Re Magi alla ricerca della capanna dove nacque Gesù.
Iscriviti a:
Post (Atom)





























